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Superlega, Agnelli ci crede: “Ci pensiamo da tanto tempo. Difficoltà evidenti”

TURIN, ITALY - OCTOBER 28: Andrea Agnelli president of Juventus looks on before the UEFA Champions League Group G stage match between Juventus and FC Barcelona at Juventus Stadium on October 28, 2020 in Turin, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

La questione Superlega ha creato parecchio scalpore tra gli appassionati di calcio. Le principali squadre europee a seguito delle ingenti difficoltà economiche scaturite dalla pandemia di coronavirus, si sono riunite e hanno provato a creare una...

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Le principali squadre europee a seguito delle ingenti difficoltà economiche scaturite dalla pandemia di coronavirus, si sono riunite e hanno provato a creare una lega chiusa che permettesse maggiori ricavi. Tra i principali protagonisti di questo tentativo c'è stato il presidente della Juventus, Andrea Agnelli. Proprio il patron della Vecchia Signora nella giornata odierna ha parlato in conferenza stampa analizzando anche questo tentativo non andato in porto.

Agnelli ha spiegato che i segnali della crisi erano evidenti già prima del Covid, ed è necessario portare al più presto dei cambiamenti nel sistema: "Ho cercato di cambiare le competizioni europee dall'interno per anni, i segnali di crisi erano evidenti già prima del Covid. La proposta ECA-UEFA del 2019 era un'ottima proposta, avrebbe dato buone risposte ed era sostenuta da tanti club. Il sistema oggi concentra in un monopolio i tre poteri e riserva alla UEFA l'esclusiva dell'organizzazione e della commercializzazione. La Superlega non è mai stato un tentativo di colpo di stato, ma un grido d'allarme di un sistema che si indirizza verso l'insolvenza. L'accordo tra i fondatori era condizionato al preventivo riconoscimento da parte della UEFA e della FIFA della competizione. La risposta di UEFA è stata di totale chiusura con termini offensivi e si è conclusa con la minaccia a 3 club. Le dichiarazioni, oltre che essere diffuse con metodi arroganti, hanno esercitato pressioni. Non è con questi comportamenti che si riforma il calcio. Per fortuna, conoscendo quasi tutti in UEFA, so che non tutti la pensano così. Le basi legali che abbiamo sono fondate, ma il desiderio di dialogo resta immutato perché è necessario trovare una sintesi. Altri sport ci insegnano molto, penso all'Eurolega di basket che ha portato benefici a tutti. Quasi tutti gli stakehoders concordano nell'affermare che il modello vada cambiato. Juventus, Real Madrid e Barcellona sono determinate a raggiungere una completa riforma delle competizioni europee, anche negli interessi di coloro che ci hanno confidato il proprio appoggio".

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