Lione-Juventus, Bonucci: “Chiellini è un leader, con lui cambia tutto. Nel 2016 ci sentivamo imbattibili”

Lione-Juventus, Bonucci: “Chiellini è un leader, con lui cambia tutto. Nel 2016 ci sentivamo imbattibili”

Il difensore della Juventus, Leonardo Bonucci, ha parlato alla vigilia della sfida contro il Lione

La Juventus si prepara per il ritorno in Champions League.

Domani sera sul campo del Parc Olympique Lyonnais andrà in scena la sfida tra il Lione e la Juventus, che sarà valida per l’andata degli ottavi di Champions League. Alla vigilia del match il difensore dei bianconeri, Leonardo Bonucci, è intervenuto in conferenza stampa insieme al tecnico Maurizio Sarri, parlando dell’importanza di giocare insieme a Giorgio Chiellini: “Arriviamo carichi, con entusiasmo, ritrovato dopo queste due partite. Siamo pronti per una grande partita contro una buonissima squadra. Ritrovare Chiellini? E’ importante per tutto il mondo Juve, per il mister, per me, per la squadra. E’ simbolo di leadership, per me è sempre stato un onore, un piacere. Ho imparato tanto da lui, sarà così per tanto tempo, spero di poter continuare a vincere insieme. Se cambia con Chiellini? Cambia, cambia. Con Giorgio mi divido le responsabilità, guido i più giovani a metà con lui. Non ci piace solo giocare ma anche parlare, aiutare i compagni, dare indicazioni. Quando sei in due è più facile. Con gli altri, anche per questione di lingua, è diverso. Matthijs sta imparando l’italiano, trasportarlo nei momenti caotici del match è più difficile. Comunichiamo in inglese, ci proviamo, ma il percorso è ancora lungo e ci sono margini. Con Giorgio questi margini potremmo diminuirli velocemente“.

La città mi riporta alla mente grandi ricordi, con Juventus e Nazionale, nel vecchio stadio e qui” – continua Bonucci- “E’ il posto giusto per dimostrare ancora una volta che la Juventus, quando arriva il momento che conta, c’è. Siamo agli ottavi con due giornate d’anticipo, mai successo. Siamo primi in campionato. Abbiamo pareggiato la semifinale d’andata di Coppa Italia col Milan. Sono risultati importanti. Non so al di fuori cosa ci si aspettasse dalla Juventus. Qualcosa di più era difficile, la posizione che abbiamo ovunque rispecchia i nostri doveri. Da adesso comincia un altro momento della stagione, siamo pronti a vivercelo, con entusiasmo, con voglia di arrivare in fondo a tutti gli obiettivi“.

Sulla condizione attuale della squadra: “Sono sensazioni che si vivono nello spogliatoio. Lo scorso anno nell’andata degli ottavi siamo stati puniti dai dettagli. Eravamo una squadra meno esperta rispetto a oggi. Dopo quell’esperienza siamo maturati nell’approccio alle partite decisive. Abbiamo un modo nuovo di interpretare le partite. Durante l’allenamento e durante le partitine vengono fatte le cose provate, tutto rende quel che può succedere in gara più facile da vivere. Anno buono? L’anno in cui l’ho pensato di più è stato nel 2016, quando siamo usciti col Bayern Monaco. Ci sentivamo imbattibili, eravamo andati sotto, recuperato, poi col doppio vantaggio a Monaco. Quello è il momento in cui mi sono sentito invincibile. Oggi sono fiducioso e positivo, siamo pronti per il rush finale in tutte le competizioni. L’allenamento di oggi mi lascia ben sperare“.

Sull’evoluzione del metodo “Sarri”: “Sono l’opposto rispetto a prima, il processo continua, stiamo migliorando sempre di più, sia in gestione palla che in fase difensiva. Prima difendevamo come singolo e ora come sistema. Giocando ogni tre giorni abbiamo meno costanza ma abbiamo iniziato consapevoli delle difficoltà ma anche delle cose buone che potevano arrivare. Possiamo solo far sì che in fase di possesso si conceda sempre meno. Non mi è mai pesato pensare e sognare di arrivare al traguardo. Deve essere solo uno stimolo e una responsabilità“.

 

 

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