Juventus-Udinese, la cena Allegri-Agnelli: sancito un patto tra i due. Il futuro del tecnico…

Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri hanno siglato una tregua per il bene della Juventus: il contratto può aspettare

Massimiliano Allegri sul banco degli imputati.

Dopo il 2-0 incassato dalla Juventus al “Wanda Metropolitano” contro l’Atletico Madrid, Max, è finito nel mirino di stampa e tifoseria, che con ferocia hanno attaccato e criticato il tecnico bianconero, ritenuto il primo colpevole della disfatta del primo round di Champions League.

Seppur il tecnico livornese, vanti ben 3 titoli di “Panchina d’Oro” oltre ad un numero, quasi, illimitato di competizioni vinte, tra cui ben sette scudetti consecutivi – un ottavo ormai in arrivo – con la Juventus, sembra che i tifosi della Vecchia Signora abbiano perso quel feeling che li legava al comandante bianconero.

Dunque, la discussione su Allegri è il sintomo di un problema non legato solo alla sconfitta di Madrid. Ma aldilà dei molti errori, sia tattici sia di approccio psicologico alla partita, le critiche non sembrano, assolutamente, sfiorare l’allenatore, già proiettato con la mente e con il cuore alla prossima sfida di Champions all’Allianz Stadium, dove bisognerà a tutti i costi ribaltare il risultato.

A far da scudo a questa “freddezza” di Max il patto fatto con il presidente bianconero: “Agnelli e Allegri  – racconta La Repubblica -, hanno siglato una specie di tregua: di futuro, e soprattutto del futuro dell’allenatore, non si parlerà più fino alla fine della stagione, o per meglio dire fino a quando ci sarà ancora qualche fronte aperto”.

“È chiaro che se martedì la Juve uscisse dalla Champions e nel giro di un mese-un mese e mezzo vincesse aritmeticamente il campionato, la fine è quella. Presidente e allenatore si sono visti a cena mercoledì sera e si sono trovati d’accordo su un punto: in questo momento la Juve ha prima di tutto bisogno di pace, dunque è necessario mettere da parte gli argomenti scabrosi (e il destino di Allegri lo è, oh se lo è), non offrire appigli al cicaleccio e mascherare con un po’ di biacca le crepe. Poi si vedrà (…) Per quanto riguarda il sesto anno, è tutto un altro discorso. Zidane è un nome sempre incombente, ben più di quello di Conte. Ma non sono discorsi attuali, perché la Juve ha un presente turbolento da gestire e turbolento resterà anche in tempo di tregua, non solo per via della questione Allegri ma anche per il deperimento dell’umore dell’ambiente e della solidità all’interno dello spogliatoio. Si parla di un bisticcio tra Ronaldo e Mandzukic dopo Napoli e più in un generale di una squadra divisa in correnti anche linguistiche, con gli italiani da una parte e gli stranieri dall’altra. E Ronaldo l’italiano lo parla poco – scrive il quotidiano -“.

 

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