Juventus, parla il vicino di McKennie: “Tutti senza mascherina e taxi con a bordo giovani ragazze, vi racconto”

Le dichiarazioni rilasciate dal vicino di casa del centrocampista della Juventus dopo il festino a casa di Weston McKennie

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Provvedimenti in vista per Weston McKennie, Paulo Dybala e Arthur.

I tre calciatori della Juventus sono stati sorpresi dai Carabinieri alle 23.30 di mercoledì nella villa del centrocampista statunitense dove era in corso una festa (o una semplice cena) con una ventina di persone. Oltre ai giocatori, mogli, fidanzate e amici. Nonostante la zona rossa e le norme anti-Covid che vietano incontri di questo tipo. Da qui la scelta della società bianconera, furiosa ed intenzionata a multare ed a non convocare McKennie, Dybala e Arthur per il derby contro il Torino.

“Non credo che essere un calciatore famoso dia il diritto di essere sopra le regole – ha dichiarato al “Corriere della Sera” il vicino di casa di McKennie, colui che ha avvisato le forze dell’ordine -. Verso le 22.30 sono uscito a portare a spasso il cane, ho visto una fila di auto parcheggiate a bordo strada e un gruppo di persone, tutte senza mascherina, di fronte al cancello. C’erano Mercedes con targa spagnola, tante Jeep e poi sono arrivati diversi taxi con a bordo giovani ragazze. Visto che le cene tra amici non sono consentite e il coprifuoco era scattato da un pezzo, ho deciso di avvertire le forze dell’ordine. I carabinieri hanno identificato una decina di invitati? Mi sembrano pochi, secondo me erano molti di più, magari qualcuno si è allontanato. Non ho nulla contro McKennie, che è un ragazzo tranquillo. Sta a casa o va allenarsi, mi sembra un bravo professionista. E io sono un tifoso bianconero. Per questo mi dispiace, ma se invece di andare alle feste pensassero di più al campo…”, sono state le sue parole.

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