Juventus-Napoli, Paratici: “Puntiamo la zona Champions League, siamo positivi. L’ombra di Allegri su Pirlo? Rispondo così”

Il DS della Juventus, Fabio Paratici, nel corso del pre-gara del match contro il Napoli

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Le parole del DS bianconero nel pre-gara di JuventusNapoli

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Il direttore sportivo della Juventus, Fabio Paratici, ha parlato ai microfoni del format di Sky Sport prima del big match contro il Napoli, recupero della terza giornata di campionato di Serie A, oggetto di molte critiche per la controversa gestione dovuta ai casi di positività tra i partenopei registrati lo scorso ottobre. Dal 3-0 a tavolino per i bianconeri, fino alla decisione intrapresa lo scorso dicembre da parte del Collegio di Garanzia del Coni, che ha sentenziato per la disputa del match, poi a lungo rinviato per la continua ricerca di una data congeniale ad entrambe le compagini, precedentemente impegnate nelle coppe europee e poi eliminate. Oggi è finalmente il giorno di JuventusNapoli e intervenendo nel corso del pre-gara del match dell’Allianz Stadium di Torino, ecco di seguito le parole del DS bianconero.

“Avrebbe dovuto giocare Buffon già col Torino perché Szczesny veniva da tante partite consecutive, poi la squalifica all’ultimo istante ce l’ha impedito. Il mister ieri dopo la conferenza ha parlato con Szczesny per programmare questa gara e quelle che verranno e di comune accordo hanno deciso per un turno di riposo. L’ombra di Allegri e le pressioni di Pirlo e di noi dirigenti? Noi da undici anni siamo a questo livello e di pressioni ne riceviamo ogni giorno. Le riceviamo quando vinciamo gli scudetti o i titoli, figuriamoci quando le cose non vanno come al solito. La stessa cosa vale per Andrea, è da anni a questi livelli. Da calciatori si è sempre preso tante responsabilità e le ha gestite con grande responsabilità. Non c’è problema. Allegri per sostituire Pirlo? In questo momento noi pensiamo a lavorare e fare il meglio possibile. Non c’è nessun ragionamento che va al di là delle partite e della fase tecnica. Il resto lascia il tempo che trova. Cosa accadrebbe se non arrivassimo tra le prime quattro? Noi pensiamo positivo e non a non arrivare tra le prime quattro. Cerchiamo di fare il nostro campionato, non ci pensiamo. E’ un’ipotesi. Cos’ha avuto l’Inter più di noi? Sono partiti con lo stesso tecnico, con un sistema e un’idea di gioco già radicata. Sappiamo come lavora Conte, è un martello e fa di questa organizzazione di gioco la sua forza. Questo è stato un vantaggio molto grande. Noi delle squadre di testa siamo gli unici ad aver cambiato il tecnico, non abbiamo avuto tempo per fare pre-campionato e questo ha portato a qualche passaggio a vuoto. Ci vuole qualche tempo in più. Inoltre abbiamo giocato tante partite in poco tempo. Sono tutti elementi validi. Questa stagione è molto più difficile da analizzare rispetto alle altre. Cosa ci manca nonostante ci siamo messi in discussione? Noi ci mettiamo in discussione e ci siamo sempre messi in discussione, anche quando vincevamo, ogni giorno. Siamo in grado di fare autocritica. Quest’anno non è differente dagli altri perché abbiamo 10 punti in meno. Non è la posizione di classifica che ci fa fare riflessioni sulla rosa. Le abbiamo fatte anche quando vincevamo. Dobbiamo lavorare per migliorarci, come abbiamo fatto ogni anno. Lo vedremo a fine stagione, ne parleremo con l’allenatore”.

 

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