Juventus, la rivelazione di Paratici: “Stavo per portare Lewandowski alla Sampdoria, e poi…”

Juventus, la rivelazione di Paratici: “Stavo per portare Lewandowski alla Sampdoria, e poi…”

Le dichiarazioni del d.s della Juventus, Fabio Paratici

Juventus

Parola a Fabio Paratici.

Lontano da Genova e dal club di Massimo Ferrero da ormai ben 8 anni, l’attuale coordinatore dell’area tecnica e direttore sportivo della Juventus, intervenuto ai microfoni della trasmissione polacca Prosto w Szczene, ha svelato un interessante scenario di mercato risalente al suo periodo in blucerchiato: “Alla Sampdoria era più semplice scommettere sui giocatori, alla Juve la competitività è più alta e serve molto, devi valutare che in alcuni anni questi giovani siano realmente pronti. La cosa peggiore per uno scout è scoprire un talento per sè stesso e non ai fini della squadra, è una cosa bruttissima. Lewandowski? Quando ero alla Sampdoria lo seguivamo, c’era un derby con il Genoa. Era al Lech Poznan, l’altro nostro obiettivo era Blaszczykowski. Andarono al Dortmund, scelsero la Germania anche per via della lingua”.

“Lewa esplose quasi subito al Borussia – ha continuato Paratici -. Dopo vari mesi un giocatori lo conosci alla perfezione, ma devi conoscerlo anche personalmente e li viene il difficile per capire che carriera avrà. Certe tradizioni sono importanti: in Italia nasceranno sempre grandi centrali a mio avviso, nell’est Europa c’è una tradizione di portieri importante. La Francia produce grandi centrocampisti, l’Olanda le ali, il Brasile trequartisti. La storia si ripete, e dipende dalla scuola calcio e lo stile di ogni paese. Alcune situazioni, però, cambiano: fino a 20 anni fa in Brasile, a parte Taffarel, non c’erano portieri di livello. Ora ce ne sono tantissimi. Questo perché molti che non rendevano in campo hanno deciso di spostarsi in porta con ottimi livelli”.

Sul portiere della Juventus, Wojciech Szczesny: “Lo conosco molto bene, lo seguo dall’Under 16 quando ero alla Sampdoria. Lo visionai, all’epoca ero capo scout della Samp, il calcio è la mia passione”.

 

 

Sulla sua sua carriera da calciatore: “Non ero molto bravo, giocavo in Serie C massimo, sono finito in C2 e li ho capito che da giocatore avevo dato. Ma la mia passione è il calcio e dovevo reinventarmi. Guardavo partite in tv e prendevo note sui quaderni, anche per vedere se certi elementi sarebbero cresciuti. Questo quando avevo 24-25 anni, a 31 ho smesso. Le mie vacanze sono vedere Tornei Under 15, è una passione prima che un lavoro”.

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