Juventus, a tutto Kean: “Sogno la Champions, Drogba e Balotelli i miei modelli. Nazionale? Non mi aspettavo che…”

Juventus, a tutto Kean: “Sogno la Champions, Drogba e Balotelli i miei modelli. Nazionale? Non mi aspettavo che…”

Il giovane attaccante della Juventus e della Nazionale italiana, Moise Kean, si racconta tra sogni, passioni e obiettivi futuri

“Se ho sempre voluto giocare attaccante? No, da ragazzo volevo essere centrocampista”.

Lo ha detto Moise Kean. Il giovane attaccante della Juventus e della Nazionale di Roberto Mancini, intervenuto ai microfoni di ‘Soccer Bible’, si è raccontato a 360º, svelando sogni e obiettivi futuri. Ma non solo. Il classe 2000, infatti, si è soffermato anche sulla sua infanzia e soprattutto sul suo rapporto con la famiglia.

“Ma mio padre non era d’accordo sul desiderio di giocare a centrocampo: Devi indossare la numero 9!-, mi diceva sempre. E alla fine ha avuto ragione lui. Mia madre? Ha voluto che prima studiassi, ma non era facile combinare la scuola con il calcio. Alla fine il mio desiderio di diventare calciatore a tutti i costi ha prevalso su tutto. Mia madre è orgogliosa del mio percorso e non avrei mai potuto farcela senza la mia famiglia”.

JUVENTUS – Quando sono arrivato alla Juventus ho capito che le cose sarebbero cambiate. Sono consapevole del fatto che indosso una maglia che comporta delle responsabilità, ma non è un peso. Sono concentrato sul mio percorso. Cristiano Ronaldo? Cerco di osservare quello che fa in allenamento e di imparare da lui. Ma non gli chiedo consigli. Non sono il tipo”.

NAZIONALE –Non mi sarei mai aspettato la chiamata. Ero a Ferrara con gli U21, subito dopo la partita contro l’Inghilterra. Luigi Di Biagio venne da me e mi disse che dovevo unirmi alla Nazionale maggiore. Potete immaginare quello che stavo provando”.

SOGNI –Vincere la Champions League, è uno dei miei più grandi sogni. Ma ciò che ti insegnano alla Juventus è dare sempre il massimo in ogni sfida, qualunque forma essa assuma. I miei modelli da seguire? Sicuramente Drogba. Era uno dei miei idoli, guardavo come si muoveva e quanto segnava. Mentre in Italia dico Balotelli, soprattutto durante i suoi anni all’Inter“.

KEAN FUORI DAL CAMPO – “Le mie giornate? Sono piuttosto normali. Mi alleno al mattino, poi torno a casa e dormo: devo ricaricare le pile. Poi gioco alla playstation, guardo la tv, seguo il basket e la NFL”.

 

 

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