Inter, Spalletti: “I nostri due direttori sono il Bruce Springsteen e il Bono Vox del mercato. Contento del mio lavoro? No, e vi spiego perché…”

Inter, Spalletti: “I nostri due direttori sono il Bruce Springsteen e il Bono Vox del mercato. Contento del mio lavoro? No, e vi spiego perché…”

In un’intervista rilasciata a ‘Premium Sport’ il tecnico nerazzurro parla soprattutto di mercato

Il tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, è intervenuto ai microfoni di Premium Sport.

Queste alcune dichiarazioni rilasciate dall’allenatore nerazzurro: “Dal mercato non mi aspetto niente e non mi incatenerò ai cancelli della Pinetina se non dovesse arrivare nessuno. Penso di avere una squadra forte, poi abbiamo due direttori forti e di conseguenza se arriverà una possibilità di inserirsi e di andare a concludere un’operazione che possa darci dei vantaggi, loro sono il Bruce Springsteen e il Bono Vox del mercato: la suonano e la cantano a tutti. Non so poi quanto potrebbero fare comodo dei nuovi giocatori, nel senso che noi abbiamo le soluzioni per tutto. Siamo già comodi così, è chiaro che se poi succedono cose straordinarie in qualche posizione dovremo inserire qualche altro giocatore. Ma a livello numerico, perché a livello qualitativo abbiamo già tutte le potenzialità per fare bene”. Poi aggiunge: “Se poi arrivasse qualcun altro e si riuscisse a completare l’ordine numerico della rosa va bene: vorrà dire che dopo il mercato troveremo ombre interiste ovunque”.

In seguito, alla domanda se sarebbe soddisfatto se non dovesse partire nessuno, risponde: “Il discorso è che fino a che i giocatori sono in scadenza i procuratori determinano se firmare nuovamente oppure no un rinnovo. Quando invece i calciatori sono sotto contratto siamo noi che decidiamo se tenere i giocatori o meno: per cui noi agiremo in perfetta sintonia con quelle che sono le necessità dell’Inter”. Successivamente, il tecnico di Certaldo fa un’autocritica: Se penso ai punti fatti l’anno scorso e quelli di quest’anno anno dico che sono gli stessi, però io devo ambire a fare qualcosa di più. Per cui io non sono contento del mio lavoro. Io guardo soprattutto ai miei risultati, oltre che quelli della squadra, nel senso che guardo se riesco a tirare fuori il massimo da ciò che ho a disposizione. Secondo me abbiamo fatto dei grandi numeri. Abbiamo fatto bene ma abbiamo a disposizione ancora qualcosa di più: non abbiamo ottimizzato tutta la forza di cui disponiamo, quindi in questo girone di ritorno dobbiamo darci una mossa”.

Per finire, parla del rapporto con Suning e l’obiettivo del 2018: “La proprietà ha a cuore le sorti dell’Inter. È un proprietà che dà continuità alla storia dei grandi presidenti dell’Inter: ha potenzialità, amore verso questi colori e poi Steven Zhang è uno molto competente. Vive qui perché vuole migliorare l’Inter: da questo punto di vista siamo a posto. L’obiettivo del 2018 è quello di vedere sempre allo stadio 65.000 persone e se lavoreremo bene a volte ne vedremo anche 80.000. Poi il numero delle persone allo stadio dirà quello che siamo riusciti a fare: i tifosi saranno determinanti per il nostro risultato finale”.

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