Tragedia Astori, la nuova perizia shock: “Non è morto nel sonno…”

Tragedia Astori, la nuova perizia shock: “Non è morto nel sonno…”

Secondo gli esperti incaricati dal pm il cuore del capitano della Fiorentina non avrebbe rallentato, ma accelerato fino a fermarsi…

Davide Astori non sarebbe morto nel sonno.

Sono passati poco più di tre mesi da quel tragico 4 marzo, quando il carpo senza vita del capitano della Fiorentina è stato ritrovato in un noto albergo di Udine, dove gli uomini di Stefano Pioli sarebbero scesi in campo da lì a poco.

Il difensore classe ’87 sarebbe deceduto a causa di una ‘tachiaritmia‘, ovvero a causa di un’accelerazione improvvisa dei battiti del cuore, un cuore che avrebbe iniziato a battere sempre più velocemente fino a fermarsi. A sostenere questa nuova tesi – come rivelato questa mattina dal ‘Corriere della Sera’ – è la perizia sulla prematura morte del giocatore, consegnata dai professori Carlo Moreschi e Gaetano Thiene al pm Barbara Loffredo.

Un’ipotesi che di fatto rovescia del tutto l’esito della prima autopsia, secondo cui Astori sarebbe morto a causa di una ‘bradiaritmia‘, ossia un rallentamento del cuore fino a fermarsi.

Nella perizia, inoltre, si spiega che si sarebbe trattato del primo episodio violento di una patologia che non si era mai manifestata prima. E che il calciatore si sarebbe potuto salvare se avesse condiviso la camera con un compagno di squadra o con qualcuno in grado di dare l’allarme e chiamare in tempo i soccorsi.

“Non posso anticipare nulla – ha dichiarato il procuratore di Udine, Antonio De Nicolo -. Posso solo dire che sul caso è aperto un fascicolo a carico di ignoti. La collega sta studiando il documento. Non appena il lavoro sarà terminato decideremo se proseguire l’indagine o chiedere l’archiviazione”.

 

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