Philipp Lahm, l’ex Bayern Monaco: “Non consiglierei ai calciatori omosessuali di fare coming out”

Il consiglio di Philipp Lahm, ex bandiera del Bayern Monaco

L’omosessualità nel calcio è certamente un tabù.

Fece notizia nel 2014 il coming out di Thomas Hitzlsperger, il primo giocatore della Nazionale di calcio tedesca a dichiararsi omosessuale. “È un tema che non viene preso sul serio, non nello spogliatoio almeno. Per questo ho deciso di parlare”, dichiarò all’epoca, quattro mesi dopo aver chiuso la carriera da calciatore. “Io non mi sono mai vergognato di come sono fatto, ma nel calcio non è sempre facile affrontare questo argomento, viene ignorato. Immaginate 20 uomini seduti intorno a un tavolo, mentre bevono qualcosa e fanno battute sui gay… non è facile”.

Per questo motivo, chi sconsiglierebbe ad un professionista di fare coming out durante la propria carriera è Philipp Lahm. L’ex terzino della Nazionale tedesca – ex bandiera del Bayern Monaco con il quale ha vinto otto campionati, una Champions League, una Supercoppa, una Campionato del mondo per club, sette Coppe di Germania, tre Supercoppe di Germania e una Coppa di Lega tedesca – lo ha scritto nel suo nuovo libro “The Game: The World of Soccer”. “Le possibilità di fare un tentativo in Bundesliga e passarla liscia sono scarse”, si legge, come anticipato dal noto quotidiano “Bild”.

Lahm raccomanda ai calciatori omosessuali di consultarsi con i confidenti più stretti prima di un coming out pubblico programmato, ma sconsiglierebbe loro di parlarne con i compagni di squadra. Il motivo? A suo avviso, nel calcio e nello sport in generale l’omosessualità è ancora un tabù. Un atleta, secondo Lahm, potrebbe avere la maturità necessaria per fare questo passaggio e riscontrare la tolleranza nell’ambiente circostante. “Ma non potrà contare sulla stessa maturità con tutti gli avversari di questo sport e di certo non in tutti gli stadi in cui gareggia”, scrive.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy