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TARANTO_PALERMO VISTA DA MIRRI

Curiosità: il presidente del Palermo sotto la pioggia in curva a Taranto

Curiosità: il presidente del Palermo sotto la pioggia in curva a Taranto

La trasferta particolare a Taranto del presidente-tifoso Dario Mirri, in curva sotto la pioggia e senza ombrello con i tifosi rosanero presenti all'"Erasmo Iacovone"

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Un viaggio in auto di otto ore per raggiungere lo stadio comunale “Erasmo Iacovone” di Taranto, poi dritto nella curva dei tifosi rosanero per seguire la partita insieme ad una decina di presenti. È questa la trasferta del presidente del Palermo, Dario Mirri. Sotto la pioggia battente, senza ombrello e impermeabile. Il 3-1 subito dalla “sua” squadra l’ha vissuto così. In abito elegante, con l’amarezza di una sconfitta e altre otto ore di autostrade per ritornare a Palermo.

A testimoniare l’episodio è stato Gianni del gruppo “Palermo dolce amaro”, in trasferta a Taranto, che all’improvviso ha riconosciuto tra quei pochi tifosi anche il presidente-tifoso Mirri.

Buongiorno aquile - scrive - Oggi voglio dare il buongiorno al nostro presidente. Non voglio né fare il difensore e né fare il lecchino. Ma ieri ho letto commenti da parte dei tifosi, che vanno oltre l'insulto che si può esprimere e che si può tollerare per quello che in fondo è un semplice gioco, fatto di passione, ma sempre gioco è. Sabato a Taranto Dario Mirri, quando siamo entrati, è salito in curva a vedere la partita con noi, senza ombrello e senza impermeabile. Gliel'ho chiesto cosa faceva lì invece di stare all'asciutto in tribuna d'onore, e ha risposto che così gli piace vedere la partita, con noi, forse anche un modo di ringraziarci. Ha sofferto per la prestazione, anzi era più incaz.... di noi. Un tifoso come tutti. Mi ha fatto riacquistare fiducia nella sua persona, lo sappiamo che non è così ricco da prendere grandissimi campioni, ma con questi ragazzi ce la potremmo fare ad arrivare in alto. Secondo me è arrivato il momento, che ci rendiamo conto che per adesso, il Palermo non è molto appetibile dai facoltosi "americani" o "arabi", quindi pensiamo a tifarci questi che abbiamo, perché non sono male.Dalle altre parti non è che stanno tanto meglio di noi, e comunque ricordate che veniamo da un bruttissimo fallimento”.

 

 

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