Chelsea, Drogba: “La Champions League, il gol contro il Bayern Monaco e l’importanza di Mata”

Chelsea, Drogba: “La Champions League, il gol contro il Bayern Monaco e l’importanza di Mata”

L’ex attaccante del Chelsea, Didier Drogba, ha raccontato alcuni retroscena della storica vittoria della Champions League

Il ricordo di una storia vittoria.

La stagione 2011/12 del Chelsea si aprì sotto la guida di André Villas-Boas, che la stagione precedente aveva conquistato l’Europa League con il Porto, scelto dalla dirigenza per sostituire l’uscente Carlo Ancelotti. Nonostante dopo la prima metà della stagione la squadra sia ancora in corsa su tutti i fronti, Roman Abramovich non era soddisfatto del gioco espresso dai suoi calciatori, e per tale motivo decise di esonerare il tecnico portoghese e di sostituirlo con Roberto Di Matteo, suo allenatore in seconda.

Da quel momento in poi il Chelsea iniziò la sua corsa verso la finale di Champions League, guidato dal suo condottiero incarnato nella figura di Didier Drogba, che dai quarti di finale in poi divenne il “One man show” dei Blues prendendosi sulle spalle tutto il peso della competizione e guidando i suoi compagni di squadra fino alla gara contro il Bayern Monaco all’Allianz Arena. Quella notte, il 19 maggio 2012, Drogba riuscì a vanificare la rete iniziale realizzata da Muller, e fu ovviamente lui a realizzare anche il rigore decisivo che consegnò al Chelsea la prima Champions League della sua storia. L’attaccante ivoriano divenne così un idolo per la maggior parte degli appassionati di calcio, e in Italia lasciò un segno profondo grazie anche alla storica esultanza di Massimo Marianella: “Drogba! Sempre lui, meravigliosamente lui!“.

Ad otto anni di distanza da quello storico momento, Drogba ha raccontato sul proprio profilo Facebook alcuni aneddoti relativi a quella magica stagione: “Scommetto che oggi tutti avete visto i video della finale di Champions League, quindi volevo raccontarvi una piccola storia di alcuni mesi prima di vincere questo trofeo. Otto anni fa, Villas-Boas era stato licenziato dal club e noi, i giocatori, abbiamo svolto una riunione di spogliatoio, riconoscendo di essere in parte responsabili del suo esonero. Hanno parlato il capitano John Terry, Frank Lampard, Petr Cech e altri veterani del gruppo. Abbiamo deciso di dare tutti noi stessi per quella competizione, nonostante la nostra sconfitta per 4 a 1 contro il Napoli. Inseguivamo la Champions da otto anni ed il meglio che eravamo riusciti a fare era stato raggiungere il secondo posto. Tutti abbiamo concordato di mettere da parte il nostro ego, e spronarci a vicenda per lo stesso obiettivo. Dopo quell’incontro ho chiesto ad un giovane Juan Mata, che in quel momento aveva 23 anni, ‘Per favore Maestro, aiutami a vincere la Champions League’. Lui mi ha guardato e mi ha detto: ‘Amico, tu sei pazzo. Sei Didier Drogba, tu devi aiutare me a vincerla’. Io gli risposi che ero qui da otto anni e non ero riuscito a vincerla, quindi credevo che lui era l’uomo giusto per aiutarci a conquistare il trofeo, e che gli avrei anche fatto un regalo se ci fossimo riusciti. Questo accadde alla fine di febbraio. Tre mesi dopo, eravamo a Monaco, in finale, nel loro stadio, sommersi da un’onda rossa. Il Bayern riuscì a segnare a otto minuti dalla fine, ed ero a centrocampo per battere il calcio d’inizio per gli ultimi otto minuti. Ero molto scoraggiato, e il giovane ragazzo mi disse: ‘Credici Didì, tu devi crederci‘. Io ero quasi in lacrime, e dopo aver guardato il tabellino e il punteggio gli risposi: ‘Credere in cosa? E’ quasi finita, piangerò come ho già fatto pochi mesi fa quando ho perso la finale con la Costa d’Avorio‘. Ultimo minuto, ultimo calcio d’angolo, o meglio il nostro primo calcio d’angolo contro i diciotto battuti da loro. Indovinate chi ha battuto quel calcio d’angolo: Juan Mata, e il resto è storia. La lezione è: crederci sempre! Buon ottavo compleanno a noi!“.

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