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l'intervista

Di Marzio: “Catania? Morte annunciata, ora servono garanzie”. Su Tacopina e mercato…

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Le parole di Gianni Di Marzio sulla delicata situazione vissuta dal Calcio Catania, dopo il fallimento per insolvenza

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Settimane calde in casa Catania, dopo la notizia del fallimento arrivata lo scorso 22 dicembre. Un epilogo inevitabile che ha portato, in virtù della proroga dell'esercizio provvisorio fino al 28 febbraio, l’affidamento del ramo sportivo a tre curatori fallimentari. Ad analizzare la complicata situazione vissuta dai rossazzurri è Gianni Di Marzio, tra i protagonisti della storia promozione del 1983 degli etnei, intervenuto ai microfoni di "Catanista".

“E’ stata una morte annunciata. Per impegnarsi in un progetto bisogna farlo con delle possibilità economiche e tecniche per poterlo fare. Sigi ha invece pensato di poter salvare la matricola, ma non basta solo il sentimento per farlo, c’era bisogno di avere una razionalità mentale e studiata e un progetto che il Catania non poteva in realtà supportare in quel preciso momento, sul piatto c’erano soltanto supporti affettivi e non solo economici”

“Si parla di morte annunciata perché il problema andava risolto all’inizio, si doveva fallire all’inizio e non capisco perché si è proseguiti in quel percorso. Si andava avanti tranquillamente e si ricominciava. Il fatto che non si sia arrivati ad un accordo con Tacopina, il quale si è dimostrato acquirente serio avendo poi acquisito la Spal, dimostra il fatto che si era di fronte a buchi economici. Erano presenti debiti abbastanza consistenti e se uno non li può affrontare deve saperlo prima di fare il passo. Una cosa che ho mal digerito e mi ha fatto seccare molto è stata quando Sigi ha preteso soldi dal pubblico rossazzurro per arrivare all’iscrizione”

Sulla ripartenza: “Adesso chi si presenta deve farlo con delle garanzie che il tribunale dovrà acquisire e dovranno essere garanzie tali da consentire di ripianare i debiti sportivi, ma anche garantire da oggi fino alla fine del campionato il percorso dal punto di vista economico, con delle spese inevitabili da sostenere. Ci vuole inoltre liquidità immediata. Ripartire dalla serie D vorrebbe dire invece una volata dal punto di vista dei nuovi acquirenti, guardando all’aspetto economico. Motivo per il quale non mi fiderei di chi si presenta per comprare il Catania, dei piatti vuoti, ci vuole invece gente del mestiere e che ha fatto calcio e che deve avere le spalle solide. Gente del settore e che mastica di calcio e lo vive. Non è una situazione semplice e bisogna essere realisti e razionali. E si deve anche vincere sul campo”.

Sul mercato: “Aperta la stalla i buoi scappano, grazie ai loro procuratori. Rimangono quelli che non hanno mercato, i meno bravi. Questa è la logica del mercato in momenti del genere”.

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