Catania, Tonucci: “Sono arrivato in un paradiso, Torre del Grifo come la Continassa. Il Palermo…”

Le dichiarazioni rilasciate dal nuovo difensore del Catania

Lo scorso 28 settembre l’ufficialità: Denis Tonucci è un nuovo giocatore del Catania.

Approdato alla corte di Giuseppe Raffaele dalla Juve Stabia a titolo temporaneo con opzione per il riscatto, il difensore classe 1988 è stato intervistato ai microfoni de ‘La Sicilia’. “Sono arrivato in un paradiso. Mariano (Izco) mi aveva parlato benissimo di tutto, dicendomi che era il massimo. Mi aspettavo tanto, ma non così tanto. Torre del Grifo è paragonabile a Milanello, Appiano Gentile, la Continassa. Sono strafelice per l’accoglienza di club, compagni e tifosi. Non potevo chiedere di più”, ha dichiarato l’esperto calciatore che vanta 231 presenze in Serie B.

SERIE C – “Sono stato a Bari e Foggia, altre piazze importanti che vivono di calcio. Come a Catania anche lì ‘si mangia pane e pallone’. Ho le spalle larghe per esperienza e carattere. Appena ho avuto la possibilità di venire qua non ho esitato un attimo. Sarà una B2 piuttosto che una Lega Pro. Girone pieno di squadre importanti come Bari, Palermo, Ternana. Chi gioca contro il Catania, comunque, si comporta come se giocasse contro la Juve in Serie A, dando il 120%. Nello spogliatoio si respira positività nonostante il pareggio immeritato con la Paganese: loro un rigore dubbio e zero occasioni, noi un sacco di palle gol: sono 2 punti persi più che uno guadagnato. C’è umiltà, siamo tutti ragazzi dediti al lavoro e cerchiamo di entrare nei meccanismi dell’allenatore. Ci sono positività e tanta voglia di fare bene”.

RUOLO E NON SOLO – “Ho quasi sempre giocato da braccetto, facendo il centrale solo a volte. Non sono un 10 né Bonucci, ma con una buona gestione di palla e fraseggio corto, ho fatto pure il centrale. Perché ho lasciato la Juve Stabia? Con loro ho firmato un triennale l’anno scorso in Serie B. Le cose sono andate male, dopo il lockdown abbiamo vanificato quanto creato prima: è arrivata la retrocessione, il progetto si è bloccato, la società ha avuto problemi di budget”.

LA TRATTATIVA – “Ho sentito Mariano dopo che i contatti erano avviati. L’ho chiamato e gli ho chiesto informazioni (e ride…). Quando ho sentito Pellegrino ho avuto subito la sensazione che si trattasse di una persona corretta, educata e di valore. Izco mi ha inculcato nozioni ed input importanti per invogliarmi, tanto che alla Juve Stabia ho detto di essere disposto a rinunciare a qualcosa pur di arrivare al Catania. Non si può dire di no ad una piazza come Catania. Già l’anno scorso c’è stata la possibilità di venire. Mister Camplone mi voleva, mi aveva chiamato ma le cose non si sono purtroppo incastrate. Quando quest’anno è arrivata la chiamata ho pensato che qualcuno da lassù mi stesse dando un segnale, come a dire… ‘Vai lì'”, ha concluso.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy