Capuano-Mediagol: “Impressionato da Mirri-Di Piazza. Pergolizzi in C? Ho la mia idea. Zamparini e il fallimento…”

Capuano-Mediagol: “Impressionato da Mirri-Di Piazza. Pergolizzi in C? Ho la mia idea. Zamparini e il fallimento…”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex difensore di Palermo e Catania, Ciro Capuano, alla redazione di Mediagol.it

Bandiera del Catania, ma con un passato in rosanero alle spalle.

Ciro Capuano, difensore originario di Napoli, arrivò in Sicilia nel 2006, alla corte del Palermo di Francesco Guidolin. Una parentesi, quella al club dell’allora patron Maurizio Zamparini, durata quasi tre stagioni, durante la quale, tuttavia, tra ballottaggi e cambi di allenatore, il giocatore non riuscì a spiccare, tanto da essere ceduto nel corso del mercato di riparazione al Catania. La avventura a tinte rossazzurre, dal 2009 al 2015, fu invece gloriosa, tanto che il terzino collezionò 134 presenze e due reti, togliendosi anche qualche soddisfazione: dalla vittoria per 4-0 nel derby al “Renzo Barbera” all’eurogol realizzato a San Siro contro il Milan. Il classe ’81, dopo avere appeso le scarpette al chiodo al termine dell’avventura tra le fila della Lucchese, ha dato inizio al percorso per diventare direttore sportivo e, ad oggi, si trova nella dirigenza dei dilettanti del Pietrasanta.

Nel corso di un’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it, Ciro Capuano ha parlato del nuovo Palermo, rinato sotto la guida del duo Mirri-Di Piazza a seguito del fallimento, e del tecnico rosanero Rosario Pergolizzi, che egli conosce bene in quanto sostituì per una parentesi durata soltanto due turni l’allora allenatore Francesco Guidolin nella stagione 2006-07.

“Mi ha impressionato il poco tempo che il duo Mirri-Di Piazza ha impiegato per costruire la squadra. La rosa è competitiva e la passione che si sta mettendo è tanta, il Palermo si è rimboccato bene le maniche e adesso sta pian piano uscendo da un momento brutto della sua storia. L’anno prossimo potrebbe andare ad affrontare un competitivo campionato di Lega Pro, e questo periodo di sosta potrebbe anche essere sfruttato dalla società per pianificare la prossima stagione, nella quale i rosanero non potranno assolutamente sbagliare. Società di stampo palermitano? È stata una scelta molto importante e la più giusta da fare. La storia ci insegna che bisogna attendere prima di vedere se questa società potrà portare presto il Palermo nelle categorie che gli competono, le stesse nelle quali il presidente Zamparini lo ha fatto militare per tanti anni. Sarebbe importante per il calcio italiano rivedere il derby siciliano, ricordando comunque che questa regione in passato è stata protagonista ad alti livelli sia della Serie A che delle coppe europee. Dobbiamo sperare che grazie al lavoro e alla passione si rivedano presto sia Palermo che Catania nel calcio che conta, e i rosanero stanno lavorando bene proprio in questa direzione. Auguro al Palermo e al calcio siciliano in generale una grande ripresa, e spero che possano ritornare presto a competere all’interno di palcoscenici importanti. Penso che Pergolizzi potrebbe essere il tecnico giusto anche per la Serie C, perché ha  esperienza. Per questo credo che il Palermo gli concederà una chance. Personalmente auguro il meglio a mister Pergolizzi e dall’esterno spero che la società faccia la scelte giuste per far si che il Palermo possa ripercorrere le orme del Parma di qualche anno fa. Non mi aspettavo che la storia del vecchio Palermo potesse avere un simile epilogo, soprattutto essendo consapevole dell’operato di Zamparini in tutti questi anni passati in Sicilia. L’ex patron ha fatto la storia del Palermo, ma purtroppo alla fine non è riuscito ad evitare il peggio. Nessun imprenditore avrebbe mai prelevato le quote del Palermo in quella situazione, perché dal punto di vista economico è più conveniente acquistare una società dopo il fallimento piuttosto che catapultarsi in una realtà piena di debiti. Famoso sfogo Bellusci? In quel momento i giocatori stavano dando tutto ed erano soltanto in cerca di un aiuto. Reputo quello sfogo una bella dimostrazione di affetto e di professionalità da parte di una persona che teneva sinceramente al progetto e a tutto il lavoro svolto fino a quel momento”.

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