Mediagol
I migliori video scelti dal nostro canale

serie c girone c

Anastasi: “Catania? Non si fallisce all’improvviso, servono maggiori controlli”

Anastasi: “Catania? Non si fallisce all’improvviso, servono maggiori controlli”

Le dichiarazioni di Valerio Anastasi, ex attaccante del Catania, a proposito della precaria situazione societaria del club rossoazzurro

⚽️

"Se ne sono visti tanti di fallimenti a metà anno nel calcio italiano. Difficilmente ho visto cordate in grado di pagare tutti i debiti". Esordisce così Valerio Anastasi, ex attaccante del Catania, come riportato da "tuttocalciocatania.it".

L'attuale centravanti della FC Clivense si è soffermato sulla complicata situazione societaria del club rossoazzurro. Al momento il Catania si trova in regime provvisorio, con scenari futuri difficilmente prevedibili. Di seguito le dichiarazioni di Anastasi:

"Generalmente si parla di questa possibilità, poi però spesse volte la strada del fallimento diventa inevitabile. Più realistico pensare che qualcuno prenda un club dichiarato fallito a giugno, vincendo la D con costi ridotti ritrovandosi un anno dopo in C con debiti azzerati. Ho avuto brutte esperienze con allenatori e direttori che ti facevano sentire in colpa se volevi andare via. Ma io penso che Baldini e Pellegrino siano persone oneste, vere. Non credo farebbero pressioni. Poi è chiaro che sono situazioni soggettive. Non possiamo fare i conti in tasca ai calciatori. Stare eventualmente senza stipendio è difficile. Qualcuno andrà legittimamente via trovando soluzioni lavorative migliori. Sono dei professionisti, è il loro lavoro e vogliono avere tutti un ritorno economico. Non penso si possa biasimare qualcuno se desidera trasferirsi altrove. I controlli dovrebbero essere diversi ad inizio stagione. Sono situazioni che si sanno, non è che all’improvviso si fallisce. Basterebbe evitarle, tagliare la corda prima. Magari è un pò  più doloroso ma si evitano queste figure. Andrebbero effettuati più controlli all’inizio ed essere molto più severi. E non dire «vabbè poi si pensa» perchè questo crea danni".

tutte le notizie di