PSG, Buffon sul futuro: “Rifiutata offerta di rinnovo, vi spiego perché. Ho bisogno di emozioni”

PSG, Buffon sul futuro: “Rifiutata offerta di rinnovo, vi spiego perché. Ho bisogno di emozioni”

Gigi Buffon parla del mancato rinnovo con il Paris Saint-Germain e delinea il suo futuro

Un futuro ancora tutto da delineare per Gigi Buffon.

L’estremo difensore ha deciso di non rinnovare il contratto con il Paris Saint-Germain, che lo aveva accolto nella scorsa sessione di mercato estiva al termine dell’avventura — durata ben  diciassette anni — con la Juventus. Una stagione in cui il portiere italiano ha collezionato un totale di 25 presenze, tra campionato e coppe. Breve, ma intensa. Il rapporto tra il quarantunenne e il club francese che lo ha accolto nella sua prima, seppur tardiva, esperienza fuori dai confini dell’Italia, è già finito. Il motivo? Il top player vuole più spazio e, nonostante l’età, non intende rimanere sutile seconde linee.

A rivelare le ragioni del mancato rinnovo è stato proprio Gigi Buffon, in un’intervista rilasciata ai microfoni del Corriere dello Sport: “Erano già cinque mesi che il Psg mi aveva parlato di un rinnovo come secondo portiere del club, da gennaio ho avuto tempo per pensarci e sono giunto alla conclusione che non fa per me, rinunciando a 8 milioni di ingaggio per un’altra stagione. Hanno fatto un’offerta allettante, legittima e comprensibile, ma a 41 anni ho un bisogno quasi fisico di emozione, sono alla ricerca di essa. Al momento sono in totale relax e serenità, dove tutto è aperto e tutto può chiudersi in 15 giorni o in 12 mesi. Qualche proposta è arrivata, ma se non fa per me sono pronto a prendermi un anno tutto mio, di formazione”.

Il futuro dell’estremo difensore, dunque, è ancora un rebus, tra campo ed extra-campo. L’ex Juventus infatti non esclude la possibilità di appendere le scarpette al chiodo e dedicarsi ad altre attività attinenti al calcio, passione a cui ha dedicato gran parte della sua vita: “Vorrei tenere aperte tutte le strade: vorrei frequentare il corso per allenatori, quello per direttore sportivo, ma anche per fare il dirigente d’azienda. Mi piacerebbe anche migliorarmi nella lingua inglese. L’esperienza di Parigi è stata eccezionale, con un unico difetto: ho visto meno moglie e figli, ma saprò farmi perdonare”.

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