Gerolin-Mediagol: “Cessioni Belotti, Dybala e Vazquez, ecco la verità. Misteri Cristante, Posavec e Balogh…”

L’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it dall’ex direttore sportivo del Palermo, Manuel Gerolin

Le cessioni eccellenti di Belotti, Dybala e Vazquez. La meteora Cristante, poi diventato grande con le maglie di Atalanta e Roma. Le esperienze tormentate ed incompiute di Josip Posavec e Norbert Balogh in Sicilia. L’ex direttore sportivo del Palermo, Manuel Gerolin, ripercorre alcune focali operazioni di mercato risalenti al suo mandato dirigenziale in rosanero, nel corso di un’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it. 

“Belotti è un attaccante importante per il calcio italiano. Avevamo bisogno di mettere a posto il bilancio e vendemmo tre giocatori: Dybala, Vazquez e Belotti, non era facile sostituire tre calciatori del genere. Il Gallo ha sempre avuto una grande predisposizione per farsi trovare sotto rete, lui si crea l’occasione in qualsiasi momento, questa è una delle sue caratteristiche più importanti. Lotta proprio con il cuore di un toro, non mi aspettavo facesse così bene il primo anno, sono stato contento per lui e ormai è un giocatore da Nazionale, che serve molto all’Italia e ha dimostrato che può stare benissimo in qualsiasi campionato del mondo.Trajkovski? Ancora oggi va di alti e bassi, lui non ha quello che ha Belotti: grinta e determinazione, che non ha mai tirato fuori. Lo avevo preso in Belgio per pochi soldi, quasi un milione. Aveva grandi qualità, tecnicamente era bravo ma a volte  provi ad investire sul talento di un calciatore sperando che esploda ed è un peccato se non riesce a concretizzarlo ed a compiere il salto di qualità. La tecnica da sola non basta,  se tiri fuori la grinta puoi fare molto di più. Altro profilo arrivato a Palermo durante la mia gestione è Cristante, oggi è andato in Nazionale e gioca con la maglia della Roma, ha fatto un gran campionato con l’Atalanta, lo avevamo preso in prestito dal Benfica e c’erano anche lì grandi perplessità. In quella annata non trovò grande spazio, sei mesi erano pochi e magari doveva continuare ad insistere e pazientare almeno un’altra stagione. Nell’Atalanta, grande squadra corale, è venuto fuori ed è esploso, ma le qualità c’erano. Mi aspettavo molto da Balogh, aveva buone qualità e una grande corsa, ma era molto immaturo e non ha avuto nessuna crescita nel tempo, capita di prendere questi talenti acerbi che purtroppo non fanno il salto di categoria. È arrivato molto giovane, aveva 17 anni ed era già un nazionale ungherese. Posavec è stata una scommessa. Il portiere è un ruolo troppo importante, lui è stato mandato in campo troppo presto senza dargli possibilità di maturare. Ha sbagliato l’allenatore dell’epoca, quando inizi a commettere errori da estremo difensore ti metti delle etichette pesanti addosso”.

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