Milan-Benevento, Inzaghi: “Segnali di crescita, noi ci crediamo. Testa al Cagliari”

Le dichiarazioni del tecnico del Benevento, Filippo Inzaghi, dopo il ko contro il Milan

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Il tecnico del Benevento, dopo il ko di San Siro.

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A margine del ko di San Siro contro il Milan, il tecnico del Benevento Filippo Inzaghi ha analizzato così la sconfitta contro il Milan e la posizione in classifica occupata dalla sua squadra, scivolata nelle zone calde della classifica. In piena lotta retrocessione adesso, le streghe si apprestano ad affrontare la sfida contro il Cagliari, in uno scontro di bassa classifica fondamentale per le sorti della compagine campana. Di seguito le parole del coach delle streghe ed ex rossonero rilasciate in fase di conferenza stampa post-gara.

SULLA SCONFITTA – “Volevo vedere una squadra in fiducia, che se la giocasse senza aspettare il Milan nella propria area. Prendere gol a freddo è condizionante, ma abbiamo fatto bene e meritavamo di chiudere il primo tempo in pareggio. Fare 15 tiri in porta a San Siro, di cui cinque pericolosi nello specchio, non è da tutti. Abbiamo dato minutaggio a Iago Falque, ci avviciniamo alla sfida di domenica col Cagliari con la mentalità giusta e speriamo di recuperare tutti”.

MANCANZA DI AUTOSTIMA – “Ero il primo a sapere che siamo in A, ci sono delle difficoltà che fanno parte del gioco. Non mi sono mai montato la testa. Hai nominato calciatori di qualità, questo conferma che la rosa è competitiva e può mantenere la categoria. Purtroppo chi ha tirato la carretta da tempo ha avuto un calo fisico, gente fondamentale come Letizia è stata assente per tutto il girone di ritorno. Ma ora il Cagliari è l’unico pensiero”.

L’ARBITRAGGIO – “Ho parlato con l’arbitro e mi ha detto che quello di Ibra non fosse fallo, abbiamo subito penalty contro col Sassuolo in situazione identica. Mi porto a casa i 14 tiri fatti a San Siro, è vero che Montipò è stato bravo ma anche Donnarumma ha dovuto compiere qualche intervento importante. Della direzione lascio parlare voi, io non posso e non voglio concedere alibi a nessuno”.

POCHI TIRI IN PORTA – “Ci sono state occasioni in cui è mancato l’ultimo passaggio o la palla è uscita di pochissimo, Donnarumma è stato protagonista e in alcuni episodi non siamo arrivati al gol per una questione di centimetri. Mediamente, a volte, calciamo in porta una quindicina di volte: prima o poi la ruota girerà e riusciremo a vincere. Magari già col Cagliari“.

ERRORI DA NON COMMETTERE IN FUTURO – “Non dobbiamo prendere sempre gol nei primi 20 minuti, ma nel caso di oggi bisogna riconoscere le qualità di un avversario d’altra categoria. Noi lavoriamo per evitare situazioni del genere, ma siamo in serie A e ci sono tanti campioni. Ma prendere gol in avvio poteva essere devastante sul piano morale, invece abbiamo reagito e vuol dire che stiamo crescendo”.

PANCHINA CORTA – “Guardare indietro non serve, non potevamo mettere in preventivo determinati infortuni. Iago voleva esserci di più e non è dipeso da lui, Letizia è stato sfortunato, Viola non è stato a disposizione per quasi un anno. E così ho dovuto spremere qualche calciatore, basti vedere Improta. Per fortuna abbiano alternative che ci daranno una mano: Dabo sta crescendo, Caprari riprenderà ad allenarsi a pieno regime, ci sono frecce nell’arco e al completo siamo una squadra competitiva”.

LA SFIDA AL CAGLIARI – “Sì! Ma non abbiamo mai smesso di crederci. I 31 punti non ce li ha regalati nessuno, forse il girone d’andata ci aveva lasciato immaginare una sofferenza minore. Ma è la serie A, è una categoria che conosco troppo bene. Il destino è nelle nostre mani, noi ci crediamo”.

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