Benevento, Vigorito: “Inzaghi? Se lo esonero lo rimetto in attacco. Qui tanti non volevano venire…”

Le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Benevento

Ventuno punti. Gli stessi conquistati alla fine del campionato nell’anno della retrocessione.

Fin qui il Benevento di Filippo Inzaghi, che occupa il decimo posto in classifica, ha collezionato sei vittorie, tre pareggi e sette sconfitte. Intervistato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’, il presidente Oreste Vigorito ha tracciato un bilancio delle prestazioni offerte fin qui dalla compagine giallorossa. “Stiamo facendo un torneo diverso. Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza passata e siamo ripartiti dalla B dei record finita la scorsa estate. Abbiamo tenuto gran parte dei giocatori che ci hanno portato in Serie A conducendo un campionato strepitoso e questo la dice lunga. Stiamo andando oltre quello che pensavamo e questi punti li meritiamo tutti. Le 4 vittorie esterne? Ci piacciono i record…”, sono state le sue parole.

SCONFITTE E MERCATO – “E le dico che abbiamo perso immeritatamente tirando 34 volte col Sassuolo, 24 col Milan e lì sbagliammo pure un rigore. Non abbiamo mai segnato pur con tutti questi sforzi. Se penso alla partita che abbiamo appena vinto a Cagliari mi viene da dire che non ci serve nessuno. Ma è possibile che uno arrivi. Il nostro direttore sportivo, Pasquale Foggia, è molto attivo. Vede, fino alla scorsa estate c’era qualche calciatore di alto livello che qui non voleva venire. Ora, invece, stanno capendo in tanti che qui c’è l’ambiente giusto e l’aria buona del Sannio”.

INZAGHI – “È il nostro segreto. Anzi il vero segreto è il feeling che si è creato tra lui e Foggia. Hanno giocato insieme. Pasquale era convinto della scelta di Inzaghi. Da noi c’è molto rispetto dei ruoli e questa intesa è importante. Ho detto a Pippo che se lo esonero lo rimetto in campo, ma da centravanti. Pensi che quando si allena con la squadra fa ancora certi gol e bisognerebbe vedere come esulta”.

SCHIATTARELLA E NON SOLO – “Innanzitutto è un napoletano, come Roberto Insigne e Riccardo Improta. Quindi gente che sente anche il territorio. Schiattarella è riuscito qui, da noi, a far venir fuori quello che aveva dentro, lo spirito del combattente. Alla Spal giocava in un altro ruolo. Qui è la guida. E il lockdown ci ha insegnato a conoscere una gran persona. Schiattarella, Hetemaj e Ionita? Beh non arrivano neppure a 100 anni in tre. Esperienza e qualità. Un bel centrocampo”.

RAPPORTO CON LA SQUADRA – “Il ruolo dei genitori non è quello di sostituirsi, ma bisogna osservare e intervenire al momento giusto con i ragazzi. Io ho due figlie femmine, Rosanna e Valentina, sposate con due ex calciatori che sono stati anche qui, Palermo e Landaida, argentino. Mi è servito molto. Premio partita? Ma no. Però per la promozione non era previsto. E l’ho dato ugualmente”, ha concluso Vigorito.

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