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Avellino, l’ad D’Agostino: “Provato vergogna, ma usciremo da questo fango”

Avellino, l’ad D’Agostino: “Provato vergogna, ma usciremo da questo fango”

Il post su Instagram pubblicato dall'amministratore delegato dell'Avellino, Giovanni D'Agostino, dopo la vittoria contro il Taranto

Mediagol (nc) ⚽️

Due a uno. E' questo il risultato finale maturato sabato pomeriggio fra le mura dello Stadio "Partenio Lombardi". Una vittoria, quella conquistata dall'Avellino di Piero Braglia contro il Taranto dopo il pari ottenuto al "Barbera" sul campo del Palermo, centrata grazie alle reti messe a segno da Andrea Sbraga nel primo tempo e da Riccardo Maniero nella ripresa. Sono venti, dunque, i punti messi in cassaforte fin qui dalla compagine irpina, frutto di quattro successi, otto pareggi ed una sconfitta. "Un terzo del Campionato alle spalle. Tredici partite giocate, venti punti ottenuti. Media punti/partite poco più alta di 1,5. Terzo posto temporaneamente agguantato ma ancora 75 punti a disposizione di tutte le squadre. C’è tanto da fare e siamo tutti consapevoli che possiamo ottenere il massimo di ciò che meritiamo solo con lavoro, pazienza, unione e dedizione... Senza protagonismi, da vera squadra, da fantastico e verace club di provincia". Lo ha scritto l'amministratore delegato dell'Avellino Giovanni D'Agostino in un post pubblicato su Instagram, tracciando un bilancio delle prestazioni offerte fin qui dagli uomini di Braglia.

"È vero, gli ultimi mesi sono stati molto difficili e conditi da emozioni e sentimenti forti e contrastanti. C’è stata una giustificata tensione che poteva portarci ad una potenzialmente disastrosa e completa rottura. Forse per la prima volta negli ultimi due anni ho provato reale delusione e soprattutto autentica vergogna. In alcune trasferte mi sono ritrovato quasi a nascondermi dalle carovane della 'mia' stessa gente. Chilometri e chilometri di autostrada percorsi insieme verso l’Irpinia evitando soste all’Autogrill e possibilità di incrociare gli sguardi di lupi amareggiati e inferociti. Non per paura ma per pudore. Pensandoci fa ancora male. Mi piace da sempre leggere ed analizzare determinate situazioni. Sulla vergogna e questo tipo di emozioni complesse applicate al più grande fenomeno sociale di sempre quale è il calcio si possono scrivere noiosissimi libri. Fondamentalmente sto solo cercando di giustificare alcuni pensieri e parole forse troppo pesanti scritte e scaraventateci, con troppa foga, addosso. Usciremo da questo fango appena smetteremo di produrlo. Intanto dobbiamo continuare così. Umiltà e sesto risultato utile consecutivo!", le sue parole.

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