Giulio Migliaccio dice 'stop'. L'ex centrocampista del Palermo, oggi all'Atalanta, si ritira dal calcio giocato: "A settembre mi iscrivo al corso per direttori sportivi. Un episodio da dimenticare? Vorrei cancellare l’entrata scomposta su Chochev del Palermo, la scorsa stagione. Rosso dopo venti secondi: non mi appartiene, non sono un violento!",

Ad oggi è il terzo calciatore con più presenze in Serie A con la maglia del Palermo. 165 match per Fabrizio Miccoli (capolista), 161 Mattia Cassani, 158 Giulio Migliaccio.

Migliaccio

Ecco, proprio di Giulio Migliaccio torniamo a parlare quest'oggi. Una colonna portante di un Palermo che fu, di un Palermo che sfiorò il sogno dei sogni, arrivare in Champions League. A quasi 36 anni (classe '81, li compirà a giugno prossimo), il centrocampista originario di Mugnano di Napoli ha annunciato il ritiro dal calcio giocato: appenderà gli scarpini al chiodo al termine di questa stagione calcistica. "Mi ritiro. Sto bene, sono integro, sono in Serie A ormai da tredici anni. Poter scegliere di farlo è una grande vittoria - ha detto lo stesso Migliaccio quest'oggi a L'Eco di Bergamo -. Non lo devi far decidere agli altri. A questi eventi ti prepari, lo senti dentro che è il momento giusto, nell’ultimo anno ci ho pensato tanto. E considero naturale smettere qui: da atalantino ho cominciato in Serie A, da atalantino è normale finire. A gennaio potevo allungare di un paio d’anni la mia carriera, ma poi avrei perso l’identità. Non penso all’ingaggio. La mia decisione è dettata anche dal fatto che qui la società mi ha proposto un bel progetto a livello dirigenziale".

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Cosa farà in futuro, dunque, Giulio Migliaccio, una volta aver annunciato il ritiro? "A settembre mi iscrivo al corso per direttori sportivi, devo imparare e potrò collaborare con un big come Giovanni Sartori. Voglio studiare, ho sete di sapere, ci metterò tutta l’umiltà possibile. I Percassi mi hanno chiamato e mi hanno detto: ‘Giulio, tu sei da Atalanta”. E’ stato come ripetere tutte le partite in Serie A. Perché se ti dicono così, significa che sei una persona giusta… Vado va, vado che è meglio…”.

C'è un episodio che vorrebbe totalmente eliminare: "Vorrei cancellare l’entrata scomposta su Chochev del Palermo, la scorsa stagione. Rosso dopo venti secondi: non mi appartiene, non sono un violento. Duro, ma leale", prosegue Migliaccio che poi passa ai saluti e ai ringraziamenti. "Ringrazio tutti coloro che ho incontrato in questi vent’anni. Ringraziamenti specialissimi a mia moglie Maria, donna straordinaria, e ai miei procuratori Francesco Caliandro e Diego Nappi che mi hanno sempre consigliato al meglio”.

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