Palermo, sequestro da 50 milioni: le ragioni dietro al “no” della Cassazione al ricorso

Palermo, sequestro da 50 milioni: le ragioni dietro al “no” della Cassazione al ricorso

Sospiro di sollievo in casa rosanero, la Suprema Corte ritiene inammissibili le richieste della Procura palermitana: ecco i motivi dietro alla decisione

In casa Palermo si può ora tirare un sospiro di sollievo.

La Cassazione, come anche analizzato stamane da Il Giornale di Sicilia, ha infatti ritenuto inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura di Palermo relativi al sequestro di 50 milioni di euro dalle casse della società siciliana. La terza sezione penale della Suprema Corte ha accolto le tesi della difesa, rappresentata dagli avvocati Antonino Gattuso ed Enrico Marzaduri, che aveva richiesto appunto l’inammissibilità o il rigetto dei ricorsi presentati dai pm: “Già nel giorno dell’udienza, tenuta nella mattinata di giovedì, il procuratore generale aveva chiesto il rigetto dell’appello, in linea con quanto deciso lo scorso 25 gennaio, quando venne respinto il ricorso per il sequestro di circa 1,2 milioni di euro“.

(Palermo, la Cassazione si è pronunciata sul sequestro dei 50 milioni: ecco la sentenza)

Per ciò che concerne il sequestro preventivo di 50 milioni di euro, invece, i pm hanno così ottenuto il terzo ‘no’ in aula: a giugno il Gip Fabrizio Anfuso aveva infatti dato il via libera soltanto a un sequestro di circa 1,2 milioni di euro (tra conti societari e patrimonio dell’ex patron Maurizio Zamparini), cifra per cui è stato in seguito disposto il dissequestro da parte del tribunale del Riesame. I sostituti procuratori Andrea Fusco, Dario Scaletta, Francesca Dessì e il procuratore aggiunto Salvatore De Luca hanno presentato infine ricorso alla Corte di Cassazione:

Il verdetto, di fatto, chiude una questione che ha tenuto in bilico il futuro stesso del club di viale del Fante. Il 25 gennaio sono stati respinti tre ricorsi presentati dalla Procura, relativamente a dissequestro per circa un milione di euro dalle casse societarie, al sequestro di 100 mila euro in azioni di proprietà di Zamparini e all’esclusione del reato di autoriciclaggio nei riguardi dell’imprenditore friulano. Nella stessa sede i giudici hanno rigettato il ricorso dei legali di Zamparini in merito al provvedimento del Riesame, che ha disposto per l’ex patron rosanero la misura cautelare degli arresti domiciliari. Arresti divenuti esecutivi solo dopo il verdetto della Cassazione, che ha confermato quanto disposto dal Riesame per il rischio di reiterazione del reato“.

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Sempre secondo quanto riportato dal noto quotidiano regionale, inoltre, grazie alla decisione di dichiarare inammissibili gli ultimi due ricorsi della Procura, riguardanti come già detto il sequestro preventivo di 50 milioni di euro ed ancora una volta le accuse di autoriciclaggio nei confronti dell’imprenditore friulano Maurizio Zamparini e del club di Viale del Fante in maniera diretta, il Palermo Calcio si mette così alle spalle il rischio di vedersi strappare via dei fondi assolutamente necessari alla propria sussistenza, specie in una fase molto delicata a livello societario ed ancora più fragile proprio da un punto di vista finanziario.

(Palermo, la nota dei legali di Zamparini: “Saranno onorate le scadenze di lunedì. La cessione del club…”)

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