"Perché dopo la finale di Coppa Italia ha lentamente smantellato una splendida realtà del calcio italiano?"
Zamparini: "Dopo Coppa Italia non ho mollato. In Italia c'è crisi"
Intervenuto durante il contest #laDomandaGiusta, lanciato da Mediagol.it, il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, ha detto la sua sulla crisi economica calcistica in Italia. Queste le sue parole:
“Dopo la finale di Coppa Italia non ho smantellato la società. Ho sempre detto che, data la crisi in corso, io e il mio gruppo non potevamo più investire, ma in attesa di una nuova proprietà che voglia investire e sopravvivere. Ed è quello che stiamo facendo, stiamo sopravvivendo con grandi sacrifici. Perché il mio gruppo non può più mettere dentro a coprire delle perdite, che non ha più l’attitudinità (?), come tantissimi imprenditori italiani. Ti ho fatto i nomi di Berlusconi e di Moratti, per cui è una condizione generale”.
IL COMMENTO DI MEDIAGOL: Nulla da eccepire sulla crisi profonda che ha colpito l’imprenditoria in Italia e di conseguenza anche il gruppo facente capo a Zamparini. Dopo i fasti dei primi anni culminati nella finale di Tim Cup contro l’Inter, una serena e trasparente ammissione di ridimensionamento di investimenti ed obiettivi non avrebbe generato livori ed incomprensioni con la piazza. Quella squadra fu smantellata progressivamente a partire dal binomio ds-allenatore, Sabatini di fatto indotto alle dimissioni e Delio Rossi non confermato, che ne aveva generato le fortune. Impossibile trattenere oltremodo campioni del calibro di Pastore, Cavani e Dybala, ma incomprensibile le gestione delle sessioni di mercato successive alle cosiddette partenze eccellenti. Eredi totalmente inadeguati, spesso al calcio italiano ancor prima che al livello dei predecessori. Delle cui doti, profetizzate con sicumera dal patron, non si è mai avuta minima percezione sul terreno di gioco. Il rapporto con gran parte del tifo palermitano si è progressivamente deteriorato in virtù di una strategia comunicativa infelice, fatta di proclami baldanzosi e roboanti, tendenti a sminuire gli idoli della gente che sul campo avevano scritto la storia del club, millantando qualità e mirabilie dei successori di turno, miseramente sbugiardate dal campo. “Questo è il Palermo più forte di sempre”, “Arriveremo minimo in Europa League”, “Non Capite nulla di calcio“, “Lui è il nuovo…“. Queste sono alcune frasi di un corollario di iperbole, valutazioni e promesse che non hanno mai trovato riscontro nella realtà, pubblicamente esternate con tracotanza ed aggressività sul piano dialettico. Linea mediatica volta a ribadire discutibili convincimenti personali, anche contro l’inconfutabile evidenza dei fatti, che ha leso la credibilità del patron agli occhi di buona parte dei supporters, spesso sgomenti, indispettiti dalla profonda difformità tra i propositi sbandierati e l’evoluzione della realtà.
© RIPRODUZIONE RISERVATA