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Football Conference, Mirabelli: “Scouting importante, tutto su Donnarumma e Bonucci”

Football Conference, Mirabelli: “Scouting importante, tutto su Donnarumma e Bonucci”

L'ex direttore sportivo del Milan, Massimiliano Mirabelli, tra i protagonisti dell'edizione 2021 della Palermo Football Conference

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Nella splendida cornice del Torre Ulisse Club di Carini, è in corso di svolgimento l'edizione 2021 della Palermo Footbal Conference, kermesse che vede protagonisti vari profili professionali appartenenti al mondo del calcio. Di seguito le dichiarazioni rilasciate dall'ex direttore sportivo del Milan, Massimiliano Mirabelli, tra i numerosi e qualificati relatori dell'evento.

SULLO SCOUTING - "Lo scouting mi ha fatto capire che anche dai campionati minori, grazie a un'organizzazione difficile da fare, si riescono a trovare grandi giocatori, che vanno conosciuti sul campo. L'importante è sbagliare il meno possibile, anche se poi tutti sbagliano. Il reparto scouting dovrebbe essere il cuore pulsante delle società. Ci sono procuratori che cercano di sostituirsi ai direttori sportivi, proponendo giocatori che però non sono stati visionati dai dirigenti. Serve un metodo di lavoro dove si va a conoscere ciò che vuoi prendere. Questo ammazza un po' lo scouting e in Italia siamo indietro sotto questo punto di vista. All'estero l'età media infatti è più bassa. Se vogliamo salvare il calcio ci dobbiamo dare una regolata, ci sono numeri importanti sulle perdite e ciò che esce dal sistema calcio. Poi ci dobbiamo chiedere perché le proprietà italiane vanno via. Dobbiamo mettere delle regole e mettere le società al centro del calcio, gli agenti oggi decidono cose che non dovrebbero decidere".

SU DONNARUMMA - "Ho vinto una battaglia notevole ma poi questo non è servito a niente perché dopo quel famoso contratto c'è stata un'altra battaglia. Io cercavo di difendere i diritti della società e di non perdere un patrimonio importante senza corrispondere commissioni. Non ricordo di un giocatore così importante con un agente così importante senza aver pagato ciò che di solito si paga. Ho cercato di mettere delle regole ma poi il Milan lo ha perso ed è un peccato, innanzitutto che sia andato via, ma soprattutto a zero. Io fossi il club, dopo un danno del genere, chiuderei le porte. Poi penso a Romagnoli, con lo stesso agente, che rischia di andare via a parametro zero. Servirebbe un po' di rispetto per le società, non solo in questo momento di crisi. Se vogliamo far sì che il pallone non si sgonfi dobbiamo mettere delle regole, le società devono essere al centro del progetto calcio. Quando un agente propone i propri giocatori la società deve conoscerlo bene e qui torniamo a parlare dello scouting".

SU MONTELLA E GATTUSO -"Montella era sulla panchina del Milan, e Gattuso in Primavera. I malpensanti dissero che era tutto preparato per l'esonero del primo e la promozione del secondo.Non si può credere che un dirigente arrivi e faccia questa cosa. Non si può pensare al disastro: le cose non andavano bene, si è deciso di cambiare e la proprietà aveva in mente di prendere un nome altisonante ma credevo e mi imposi nella scelta di Rino. Alla fine in questo mestiere serve coraggio, ti devi prendere le tue responsabilità".

SU BONUCCI AL MILAN - "Perché Bonucci non ha reso al Milan? Doveva essere una sorta di chioccia ma anche i grandi campioni possono fare fatica. Penso che non andò male la sua avventura, oggi è un pilastro della Juve e della Nazionale: in quella stagione c'erano molti giovani e molti stranieri. Serviva tempo, 18 mesi non potevano bastare".

 

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