Tutte le dichiarazioni del presidente del Palermo all'indomani del match perso contro i bianconeri.

<strong>Tifosi e città</strong>

"La tifoseria contesta? Non è vero, i tifosi del Palermo non sono quei cento dei centri sociali che occupano la curva degli ultras. I veri tifosi rosanero sono quelli che mi contattano e mi scrivono ‘Coraggio, presidente. Risaliremo la china'. La tifoseria è quella normale. Io sono dispiaciuto. La prima cosa che dissi alla piazza da patron del club fu: ‘Al primo episodio di violenza da parte vostra, me ne torno a casa’. Adesso chiaramente spero di tornarmene a casa e di trovare il mio successore, ma non è certamente questo l’atteggiamento adeguato per dare la giusta immagine di Palermo all’esterno. E’ un’immagine distorta. Palermo è una città civilissima, una città meravigliosa, dove non c’è né violenza né niente. Stranamente in questo momento quei cento personaggi stanno dando un’immagine di Palermo che non è vera, quei cento personaggi stanno facendo male alla città e non a Zamparini - ha aggiunto il patron friulano -. Palermo è una città meravigliosa. I cronisti che dal Nord andavano a Palermo si congratulavano con me, definendo Palermo il 'salotto del Mezzogiorno'. Ecco, ora questo salotto non c'è più e non è di certo a causa mia. La tifoseria, quella vera, è rimasta tale. Io sono orgoglioso della vera tifoseria del Palermo. Adesso certamente quei cento tifosi prenderanno il Daspo, mentre quelli che hanno fatto casino per le strade coi tifosi laziali sono andati in galera. Questo non è calcio. E' necessario che il Paese prenda provvedimento, perché c'è troppa violenza di questi tempi".

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