Palermo-Roma: dati ufficiali spettatori, in 12 mila al Barbera per la prima di Baccaglini

Ecco i dati ufficiali relativi agli spettatori di Palermo-Roma.

Mediagol.it vi propone i dati sugli spettatori relativi alla gara Palermo-Roma, prima uscita ufficiale con Baccaglini presidente.

ABBONATI: 6.323.

SPETTATORI: 6.638.

TOTALE SPETTATORI: 12.961.

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  1. Danilo Gariffo - 4 anni fa

    Notte topino

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  2. Danilo Gariffo - 4 anni fa

    12 mila persone senza dignitá!

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  3. Vincenzo Monte - 4 anni fa

    Ma fulignati perché non sta in serie D?

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  4. Carmelo Galbato - 4 anni fa

    Paul comincia a comprarti un pacco di riopan

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  5. Gaetano Giardina - 4 anni fa

    Porcata!!!!! 🙂

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  6. Gaetano Giardina - 4 anni fa

    Portata!!!!

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  7. Gaetano Giardina - 4 anni fa

    Nel momento in cui non ci sarà più il responsabile o i responsabili di questa portata di società allora lo ricominceremo a tifare per la nostra squadra e per i nostri colori!!!!

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  8. Gaetano Giardina - 4 anni fa

    Vergogna perché ancora vanno allo stadio!!!!

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  9. Danilo Gariffo - 4 anni fa

    Basta pensarci….si va in b e si ricomincia da zero!

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  10. Fa Bio - 4 anni fa

    Triste per tutto.

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  11. Vincenzo Baio - 4 anni fa

    Vergogna

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  12. Manlio Ciralli - 4 anni fa

    Ho fatto un incubo, talmente brutto che lo voglio condividere qui. Per cacciarlo piu’ lontano possibile, sperando che io non l’abbia confuso, in realta’, con un sogno premonitore. Ve lo racconto: l’Integritas Capital era una bufala clamorosa. Anzi no. Una raffinatissima operazione di ricostruzione dell’immagine. E non di Paul Baccaglini che – a parte essere un discreto aggregatore/comunicatore peraltro molto simpatico – viveva come quasi tutti noi (tra spesa, bollette, mutuo, assicurazione, etc etc etc). E Paul Baccaglini e’ – biografia alla mano – uno che campa (e ha campato) di spettacolo (radio e TV) , di ruoli insomma, di interpretazioni, come al teatro, come nei film, come in TV, appunto.
    Nel mio incubo lui, l’attore Paul, veniva richiesto e pagato da un impresario canta-storie, produttore di fiction, nel caso, il Signor Maurizio Zamparini. Qualche decina di migliaia di euro il cachet. Poco conto per chi ne sperpera centinaia cacciando tecinici a ripetizione da decenni.

    L’incubo quindi diventava farsa. Una farsa capace di durare con un po’ di allunghi e ritardi, gia’ studiati (la data del 30 aprile diventava puro fanta-closing, per utilizzare un inglesismo che i piu’ hanno imparato da quando finti cinesi sono stati accostati al Milan) sino a oltre il termine della stagione che verosimilmente vedeva il Palermo in serie B. Con una citta’ depressa ma speranzosa nel nuovo fondo e in una pronta risalita guidata da risorse fresche, entusiamo dilagante e un mercato sontuoso…
    In realta’ succedeva altro..
    Ma e’ solo un incubo. Il mio. Personale.

    Succedeva che col Palermo in B e le tensioni della piazza allentate (con l’estate che tra sole, caldo e mare stemperava tutto e tutti) e dopo gli svariati ritardi procedurali che venivano via via annunciati da aprile sino a meta’ Giugno, Zamparini si trovava ad indire una necessaria conferenza stampa nel corso della quale – irritato e arrembante – comunicava che le garanzie necessarie a rilevare il 100% delle quote del Palermo erano venute meno; che il Sig. Baccaglini non era riuscito ad aggregare fondi e capitali tiratisi all’ultimo indietro e che quindi era saltato tutto. Che Lui (Zamparini) era costretto a riprendere le redini della societa’ e del mercato. Quello estivo. Sul quale non potevano che influire le ultime vicissitudini societarie…
    Mercato di ripiego quindi. E non per colpa dell’impresario. Il Sig. Maurizio da Aiello del Friuli, ingannato per mesi da fantomatici investitori anglo-americani che avevano limitato la pianificazione (ma anche annientato per mesi una protesta irritata sempre piu’ crescente).

    Alla fine del mio incubo, Palermo in B, mercato modesto, paracadute da 25 milioni nelle tasche di emmezeta e immagine del salvatore della patria parzialmente ricostituita e riconosciuta al Presidente piu’ vincente della storia rosanero. Perche’ per il palermitano alla fine contava sempre il male minore (anche se costruito a tavolino e narrato attraverso una sceneggiatura articolata quasi di fattura Hollywoodiana).

    L’incubo terminava con svariati post sui social network che alla fine, come un mantra, una epidemia di pensiero, riportavano a galla un vecchio proverbio siciliano MEGGHIU U’ TINTU CANUSCIUTU CA U BONU A’ CANUSCIRI (È MEGLIO UN CATTIVO CONOSCIUTO PIUTTOSTO CHE UN BUONO SCONOSCIUTO).

    Per la serie, tutti si abbassava la testa, si accettava la B…con buona pace di tutti! E Con emmezeta a capo del conto economico.

    Speriamo rimanga un incubo.

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