PALERMO-MONOPOLI

Palermo-Monopoli 2-1: testa e coraggio, Silipo ispira e Brunori firma il successo

Gara tattica, intensa e di buon livello sul piano tecnico per la categoria: Palermo e Monopoli si equivalgono ma il coraggio di Filippi viene premiato nel finale: Silipo ispira e Brunori firma il gol vittoria

Mediagol (lf) ⚽️

di Leandro Ficarra

Vittoria sofferta, voluta e pesantissima. Sorpasso all'ultima curva su un Monopoli che ha mostrato di avere credenziali di assoluto rilievo, sul piano tattico, tecnico e fisico, per recitare un ruolo di primo piano in questo campionato. Coesa, organizzata e manovriera, la compagine di Colombo ha sfoderato una prova corale di grande personalità e di ottimo livello in entrambe le fasi di gioco. Ragion per cui, va riconosciuto il merito al Palermo di aver giocato una gara sagace, intensa e giudiziosa, riuscendo a rompere definitivamente gli equilibri ed a cambiarne l'inerzia nell'ultimo quarto di match.

Decisive lettura in corsa e mosse dalla panchina di Filippi: un'interazione lucida e coraggiosa quella del tecnico di Partinico che ha corso coscientemente dei rischi al fine di ottenere l'intera posta in palio ed è stato premiato. Nel cuore della ripresa, sul risultato di parità maturato nella prima frazione grazie agli acuti di Valente e Grandolfo, con il Monopoli in crescita, solido in zona nevralgica e pungente dalla trequarti in su, Filippi ha rotto gli indugi sfruttando la rosa in profondità e azzardando un 3-4-1-2 farcito di interpreti con spiccata vocazione offensiva. Con Soleri già in campo ad inizio ripresa in luogo di un Fella mai in partita, l'allenatore rosanero ha inserito Doda per Almici in apertura di frazione, quindi Crivello e Silipo in luogo di Perrotta ed Odjer, disponendo la squadra con un audace 3-4-1-2.  L'ingresso di Luperini per Dall'Oglio ha poi conferito freschezza, muscoli e centimetri in zona nevralgica nel vibrante finale. Il Palermo ha fisiologicamente alzato il baricentro e la qualità in sede di rifinitura, con il classe 2001 scuola Roma che. dopo dieci minuti difficili, ha completato il rodaggio ed è salito in cattedra, facendo la differenza ed accedendo la luce tra le linee. La manovra del Palermo ha beneficiato dell'innesto di Silipo sul piano dell'armonia e della fluidità, un paio palle recuperate in zona calda ed altrettanti orpelli ad impreziosire la tessitura delle trame offensive. Quindi, un dribbling secco con annesso mancino dal limite che ha fatto tremare Loria, prima della fulgida giocata spartiacque: la sfera intercettata su passaggio sanguinoso in orizzontale di Vassallo e l'imbucata dolce a premiare il taglio di Brunori, con il bomber rosanero freddo e lesto ad incrociare in diagonale, liberando la gioia dei tifosi di casa presenti sugli spalti del "Barbera".

Il forcing finale degli uomini di Filippi, figlio della metamorfosi tattica dei padroni di casa nel finale, ha scompaginato il perfetto equilibrio che ha caratterizzato gran parte della gara: una vera e propria partita a scacchi, vibrante in termini agonistici e godibile sotto il profilo strategico,  con grande densità ed applicazione reciproca in fase di non possesso.

Una sfida intensa sul piano mentale, fisico e nervoso, anche in ragione di un arbitraggio di stampo britannico che ha lasciato molto giocare, tollerando e consentendo una cospicua dose di vigoria nei contatti alle due formazioni. Difficile trovare varchi in profondità ed in ampiezza, copertura del campo fitta e totale, pressing alto e feroce, raddoppi sistematici e squadre esasperatamente corte su entrambi i fronti.

L'unica sbavatura della linea pugliese, salita male ed in ritardo sul colpo di testa di Dall'Oglio, ha originato il vantaggio firmato con astuzia e rapacità da Valente, una pregevole giocata sull'out sinistro di Guiebre finalizzata da Grandolfo ha regalato un pari quasi istantaneo agli ospiti.  Odjer ha scagliato un  destro di prima intenzione, su scarico intelligente di Almici, chiamando Loria ad un intervento complesso e siglando l'ultimo sussulto della prima frazione di gioco. Il Palermo ha provato a imbastire con piglio gagliardo e fare laborioso la propria manovra, pur senza riuscire per sessanta minuti a trovare fluidità ed incisività sulle corsie ed in zona luce. De Rose e compagni hanno lottato, cucito e corso con ordine ed ardore, alternando il fraseggio al lancio lungo per l'attacco alla profondità dei terminali offensivi, ma raramente sono riusciti a trovare verticalità e direttrici di passaggio spendibili contro una squadra altamente competitiva in ogni reparto. il Monopoli ha ribattuto colpo su colpo e si è forse fatto preferire per l'armonia e la scorrevolezza nella circolazione della sfera.

Due nitide occasioni biancoverdi ad inizio ripresa con Grandolfo e Mercadante, complici un paio di sbavature di una retroguardia che ha commesso alcune ingenuità pur senza pagare dazio. Accardi ha fatto il suo, con le fisiologiche incertezze legate alla lunga inattività causa infortunio, Buttaro non era nella serata migliore ed ha perso sicurezza strada facendo. Nel momento in cui il Palermo ha vacillato, Filippi ha avuto l'intuito ed il coraggio di cambiare le carte in tavola: incastonando nel mosaico i tasselli che hanno poi deciso il match e mutando volto ed assetto della squadra, prendendosi più di un rischio in relazione a momento della partita e levatura dell'avversario.  Un successo dall'inestimabile peso specifico, costruito con pazienza, compattezza e caparbietà, acciuffato con acume ed una provvidenziale dose di baldanza ed intraprendenza nella fase topica di un match che pareva ormai cristallizzarsi sui binari di una sostanziale e legittima parità.  Tre punti fortemente griffati Giacomo Filippi, oggi impeccabile in sede di preparazione, gestione e lettura in corsa di una gara dal notevole coefficiente di difficoltà: tempestivo e acuto nella sequenza e nella scelta dei cambi, bravo ad azzannare l'avversario anche a costo di esporre il fianco, sfruttando varietà e qualità di opzioni in seno alla rosa per implementare cifra tecnica e forza d'urto, andandosi letteralmente a prendere sul filo di lana la vittoria. Uno step tonificante e fortemente significativo in termini di classifica ed autostima, che  costituisce un viatico prezioso per il Palermo in vista del derby contro il Catania e del big match in programma il 19 dicembre prossimo al Renzo Barbera contro il Bari di Mignani.

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