Le parole del presidente dei rosanero a "Calcio e Finanza"

- PALERMO

Il presidente del Palermo, Dario Mirri, ha rilasciato una intervista a Calcio e Finanza:

"Il progetto è un progetto di lungo termine, non è un progetto che in qualche modo si esaurisce nel breve o eventualmente un risultato sportivo lo può condizionare. Detto questo stiamo lavorando da anni per raggiungere questo obiettivo perché i tifosi già sono in Serie A, devo dire da sempre. La Serie B è un campionato complicatissimo sia da un punto di vista tecnico-sportivo ma anche da un punto di vista dei conti. La Serie A abbiamo il sogno, l'ambizione di poterlo raggiungere e poterci soprattutto restare. Questo è l'obiettivo, i conti cambiano perché cambiano quelli del ticketing, cambiano quelli del merchandising, cambiano quelli dei diritti televisivi, cambiano il valore dei giocatori. Quindi è chiaro che per il conto economico in questo momento stiamo costruendo dalle fondamenta quello che poi un domani speriamo sia un bell'attico con una bella vista a mare. In termini economici macro, Palermo non ha niente da invidiare a nessuno, è la quinta città italiana, è il capoluogo di una delle regioni più popolose, è vero c'è anche Catania, però quantomeno la parte occidentale della Sicilia è rosa-nero. Quindi c'è un bacino di utenze importante e soprattutto poi ha una proprietà importantissima che è il City Football Group, che tra le altre è il Manchester City. Il mio sogno è quello di tutti quanti i palermitani, è quello di stare stabilmente in Serie A, è vedere uno spettacolo degno di questo palcoscenico. La storia di questo Palermo è la storia di un futuro solido da percorrere insieme. Palermo ha la dimensione, la forza, l'ambizione di restare capitale, anzi di riaffermarsi capitale del Mediterraneo e devo dire l'unione e l'aiuto che ci sta dando il City Football Group va esattamente in questa direzione. Il City Football Group rappresenta un mondo di competenze soprattutto, di know-how ed è questo aiuto che ci sta arrivando giorno dopo giorno ed è quello che secondo me nel medio e lungo periodo farà la differenza. Palermo è una città in cui facciamo fatica a coniugare il verbo al futuro, nel dialetto palermitano il futuro non esiste. Nella nostra cultura noi abbiamo sempre in qualche modo il dubbio sul futuro, sul cambiamento, sulla capacità di migliorarci. Ecco devo dire che la storia di questo Palermo è la storia di un futuro solido da percorrere insieme con forza e con oltre una forza ovviamente economica anche una forza di competenze."

mirri dario

Molte volte anche nelle grandi città meridionali si tende a tenere per le grandi squadre del nord. Io (intervistatore) però ho fatto un viaggio qua allo stadio Renzo Barbera, ho visto il Museo del Palermo, ho visto le scolaresche invitate a vedere il Museo del Palermo. Mi sembra di capire che c'è un tentativo di legare le giovani generazioni che saranno i tifosi del futuro.

"Io essendo prima di tutto un tifoso, poi temporaneamente sono l'onore e il sogno di avere raggiunto la presidenza del Palermo Calcio, credo fortemente nel valore dei tifosi, io credo che siamo tutti di passaggio, gli unici che restano sono i tifosi. Se i giovani tifano Juventus e Inter, ecco questo farebbe fatica a far diventare Palermo quello che noi vorremmo che fosse. Magari può succedere che qualcuno ha l'amante, l'Inter, il Milan, la Juve ahimè, ma tutti comunque ti dicono ma io pure tifo per il Palermo. Poi io rispondo no, io sono monogamo, io ho una moglie, non mi interessa avere altre relazioni. Da questo punto di vista io sogno che i palermitani giovani del futuro abbiano questi stessi principi. Per me si partecipa e si appartiene a una sola famiglia che è quella rosa-nero, il resto non c'è. Quindi noi stiamo partendo da mille iniziative, il museo è una di quelle, così come stiamo lavorando giorno per giorno con tutta l'attività di comunicazione molto spinta, ma per raggiungere obiettivi forti. Se fai bene comunicazione, come i ragazzi che se ne occupano nel Palermo la sanno fare, crei quelle basi, quella solidità, crei il fatturato, che naturalmente è l'ambizione che deve avere qualsiasi società."

Politica City Group

"Non c'è una politica assoluta, il Girona ha giocato in Champions League, quindi da questo punto di vista la voglia del gruppo è dare grande rispetto e autonomia locale. Rispetto al territorio, rispetto alle competenze, perché a Manchester, dove naturalmente seguono tutto il gruppo, sanno benissimo che ogni territorio è diverso dall'altro. Bahia è diversa da Palermo, seppur siamo città certamente più simili a Lommel o a Melbourne. O anche la stessa Manchester. Quindi da questo punto di vista c'è grande rispetto del territorio, dell'identità, grande rispetto della storia, grande supporto, grande aiuto. Da un punto di vista tecnico, che è quello che interessa più i tifosi, non c'è un meccanismo consolidato al quale eventualmente il Palermo si deve adeguare."

A livello di aziende, come funziona l'interfaccia con Manchester, con il City Group? C'è proprio un costante colloquio tra i manager?

"Assolutamente, c'è colloquio, confronto, formazione reciproca. Noi ovviamente diamo informazioni su quello che avviene qui, sui meccanismi."

Ma informazioni economiche, sportive? "

Assolutamente sì, economiche e sportive, sulle performance, sulla parte business, su tutti gli elementi c'è un grande confronto e una grande crescita. Ecco che torno al tema dell'aiuto, c'è grande aiuto, grande supporto, perché c'è esperienza. Ci sono, fatemi dire, cognizione e replicabilità a dei problemi che magari si sono risolti in un contesto diverso da quello di Palermo, in maniera brillante. Quindi questa esperienza crea meccanismi di economia di scala, fatemi dire, non sono economia di scala, ma comunque soluzione ai problemi proprio in funzione della forte esperienza."

Come ha risposto la città alla venuta degli inglesi?

"Su questo c'è un tema storico, Palermo è una città accogliente. Gli arabi, visto che la proprietà ovviamente fa riferimento ad Abu Dhabi, e quindi a quel mondo, è stato accolto a braccia aperte centinaia di anni fa, così come sono sempre stati accolti gli angioini, gli spagnoli, i normanni. Quindi qui è stata sempre una terra di accoglienza. Quindi risolto il tema dell'accoglienza, perché atavico noi siamo così, a noi piace vedere quanto è bella questa terra e condividerla, quindi è un enorme tratto di generosità. La città sta partecipando con una straordinaria e incredibile coesione con la squadra, quindi siamo molto contenti di questa partecipazione."

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