Le parole di Mirri

- Palermo

Il presidente del Palermo, Dario Mirri, ha rilasciato una intervista a Calcio e Finanza:

Tourneè in Australia è un attestato di stima importante. "

Molto, molto. Il calcio internazionale, visto che parliamo dell'Australia, accoglie il Palermo come di fatto quarta rappresentante delle più grandi squadre italiane. Non era scontato, non era dovuto. Andiamo a giocare a Perth, speriamo di avere tanti tifosi siciliani, fatemi dire, che ci vorranno accompagnare in questa partita che faremo sicuramente con la Juventus l'11 agosto. È una grande soddisfazione. Non credo neanche che quattro anni fa, quando è arrivato il City Football Group, si poteva immaginare né che il Manchester City venisse a giocare qui a Palermo, come è successo l'estate ad agosto del 2025, né che ad agosto del 2026 saremmo volati in Australia per giocare contro la Juventus. Ci chiamano e ci hanno chiamato quindi, voglio dire, come fossimo una grande star, non perché. Perché rappresentiamo una capitale, rappresentiamo un territorio, rappresentiamo chissà il sud Italia."

mirri

Questo affetto di terra di immigrati, di migranti, lo sentite, non lo sentite? Come si sente? Legando appunto al discorso dell'Australia.

"Quando il Palermo gioca in trasferta, oltre i nostri inseparabili ultrà che ci seguono con sacrifici, con le follie, perché io ricordo partono da Palermo in treno, in nave. Insomma tutti hanno degli ultrà, noi abbiamo degli ultrà particolari che ci accompagnano in trasferta o quando non ci accompagnano in trasferta, perché purtroppo a volte la normativa non lo consente, ci aspettano alle 4 di mattina, qui dopo un pareggio, tra le partite più importanti, successo dopo Frosinone-Palermo, per riconoscere il merito, riconoscere che avevamo giocato con coraggio e quindi per i giocatori è un'ulteriore responsabilità. Ma questi sono i nostri ultrà, cioè sono tifosi del Palermo veri, autentici e null'altro. Quando andiamo a giocare in trasferta, oltre che gli ultrà e quelli che possono accompagnarci da Palermo, l'esperienza è straordinaria perché ci accolgono tanti siciliani che vivono, in questo caso nel nord Italia, magari quando andremo in Australia, che vivono in Australia e che vivono il Palermo come un valore sociale, un valore storico, una partecipazione al territorio che prescinde dalla partita, comunità, creano comunità, stanno insieme, mangiano insieme, si raccontano quanto è bello il mare di Mondello, quanto è bello salire da Santa Rosalia. Quindi è veramente, diciamo, quell'unione sociale che oggi a volte viene a mancare."

Sugli ex di qualità

"Mi ricordo, mio zio Renzo mi raccontava che a volte faceva fatica a convincere i giocatori a venire, e quindi magari piangevano per venire, erano obbligati a venire giù. Poi quando andavano via, piangevano due volte perché non ci volevano lasciare. È un po' la storia, io ho tanti grandissimi campioni, Javier Pastore, l'altro giorno mi diceva, per me, lui diceva, Palermo per lui è stata l'esperienza più bella. Poi, per carità, Parigi ovviamente e Roma sono state quelle più prestigiose, però Palermo gli è rimasta nel cuore. E dico, Pastore, abbiamo citato Ilicic, che fatemi aggiungere di questa partita di sette anni fa, Ilicic giocava nell'Atalanta, ha espressamente richiesto lui un'autorizzazione, assumendosi tutte le responsabilità."

A un altro legato a Palermo come Gasperini.

"Gasperini, assolutamente. Io me lo ricordo quando giocava, quindi me lo ricordo benissimo qui quando giocava con mio zio presidente. Quindi c'è un legame fortissimo perché il fatto di essere isola in qualche modo ti attacchi all'isola. Quindi sì, è vero, c'è una grande partecipazione emotiva dai grandi ex."

Per la Serie A il Palermo sarebbe un plus importante

"Anche per Palermo."

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