PALERMO-BARI

Palermo-Bari 0-0: un tempo per parte, i rosa soffrono e non pungono i pugliesi in 10

Si chiude in parità il big match del "Barbera" tra Palermo e Bari: pugliesi padroni del gioco e della gara per l'intera prima frazione, il rosso a Terranova cambia la partita ma i rosanero non riescono a trovare lucidità e qualità per vincerla

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Una gara dai due volti. Un Bari che ha ampiamente legittimato il primato per quasi l'intera prima frazione di gioco, giocando con la baldanza, l'intensità, il ritmo e la cifra tecnica della capolista. Maramaldeggiando su un Palermo in evidente affanno, che ha fatto marcatamente fatica ad entrare nelle pieghe di una partita di cui gli uomini di Mignani stavano dettando tempi, tracce ed inerzia. Proprietà di palleggio, sinergia e sincronismi oleati ed efficaci, con e senza palla, in entrambe le fasi di gioco, individualità di rilievo e indole propositiva. Un mix virtuoso di solidità, esperienza e qualità, con valori assoluti ben oltre gli standard medi della categoria.  Il Palermo ha subito l'impatto tracimante della capolista sul match anche sotto il profilo psicologico, mostrandosi contratto e timoroso, disagio implementato progressivamente dal gap sostanziale che si materializzava con lo scorrere del cronometro sul rettangolo verde.  Rosanero in perenne difficoltà, in termini di letture, scalate e tempi del pressing, quando la palla era in possesso del Bari, approssimativi ed imprecisi quando provavano ad abbozzare uno sviluppo in fase di impostazione. Poca densità ed ancor meno fosforo in mezzo al campo, De Rose in chiara difficoltà,  Dall'Oglio in versione tergicristallo a cercare di schermare e sporcare la manovra pugliese, spinta ridotta al minimo sulle corsie con Buttaro e Crivello più impegnati a guardarsi alle spalle che non a sovrapporsi, disconnessione tra le linee, con Silipo divorato dalla malizia e dalla fisicità di avversari navigati e di livello.  Spesso pressato ferocemente ed in modo organico dal Bari fin dal primo possesso, il Palermo era costretto a ricorrere al lancio lungo per provare ad innescare Brunori e Soleri, con la retroguardia pugliese che disinnescava le due punte rosanero con una certa facilità. D'Errico e Maita giganteggiavano in zona nevralgica sugli omologhi di ruolo, Antenucci e Paponi creavano presupposti ed occasioni ghiotte per sbloccare la gara.

Quindi l'espulsione di Terranova, fallo su Soleri lanciato a rete, ha totalmente ribaltato l'inerzia tattica e psicologica della sfida. Il Palermo ha cambiato modulo e volto nella ripresa: 4-3-1-2 con Perrotta esterno basso a sinistra e Odjer in campo subentrato a Crivello, prendendo progressivamente in mano le redini del gioco pur non creando palle gol nitidissime. Una punizione ben calciata da Silipo a lambire il sette, un mancino di Dall'Oglio respinto da Frattali per provare a scalfire la solidità della formazione di Mignani.  L'ingresso di Accardi per Perrotta ha poi riportato i padroni di casa al 3-4-1-2, quelli di Floriano e Fella per Silipo e Soleri non hanno alzato l'indice di pericolosità dei siciliani. L'ex di turno è parso più dinamico e frizzante del solito, un paio di spunti interessanti tra le linee ed altrettante conclusioni non eseguite con la dovuta convinzione. Un destro al volo di Brunori ha esaltato le doti di Frattali, il Bari ha rinsaldato gli ormeggi con le mosse di Mignani dalla panchina che ha ridisegnato gli ospiti, schierandoli con il 5-3-1 nel finale. Nonostante l'ingresso del giovane Corona per De Rose ed il passaggio al 4-2-3-1, il Palermo non è più riuscito a far male alla capolista. Anzi è stato Celiento a sfiorare il gol vittoria nel finale, facendo correre un brivido sulla schiena di Pelagotti. 

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