La delusione dei tifosi che non sognano più e le strategie di mercato di Zamparini. Cosa ha in mente il presidente del Palermo?

Di William Anselmo

Hanno rinunciato allo show del mercato, alle televisioni, alle interviste, a una delle poche occasioni di ribalta mediatica che può offrire il calcio a un club come il Palermo. Gerolin e lo staff rosanero sono rimasti a casa. Non è uno scherzo: il Palermo non si è presentato a Milano nell'ultimo giorno di mercato preferendo il clima mite della Sicilia. All'Ata Hotel Executive, sede milanese del mercato, c'erano praticamente tutti i club, meno quello di Zamparini. La società ci ha fatto sapere che avendo definito tutte le operazioni di mercato per tempo, ha scelto di tenere i suoi uomini di riferimento in città, pronti a ultimare le eventuali trattativa per via telematica.

Zamparini

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Una scelta coerente con la nuova linea super verde del club che ormai anticipa così tanto i tempi che si ritrova a trattare giocatori sempre più giovani, spesso senza nessuna esperienza in Serie A. Giocatori di prospettiva, dicono. Futuri Dybala forse, ma chissà quando, e a che prezzo, pronti per regalare qualche sprizzo di classe prima di essere impacchettati e venduti al miglior offerente.

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Non nascondiamoci: il calciomercato del Palermo è stato deludente. L'ennesima delusione di questa società per i propri tifosi, ormai quasi indifferenti alle vicende della propria squadra del cuore. E non sono le strategie che cambiano in continuazione o i controsensi palesi come l'acquisto e la cessione di giocatori addirittura nel giro di pochi giorni, come successo per Arteaga, a minare questo rapporto, ma sono i proclami contraddittori della società.

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Se nei giorni successivi alla crisi e alla serie di esoneri si assicurano a mezzo stampa rinforzi di livello già pronti per la Serie A, non si può chiudere il mercato invernale con giocatorini di primo pelo ancora da svezzare. Questo non è coerente. Non può bastare una vittoria per cancellare le parole, a meno che quelle parole non fossero sin dal primo momento delle bugie. (CONTINUA SOTTO IL VIDEO)

Probabilmente la classifica ha suggerito al presidente Zamparini che quest'anno sarà molto difficile retrocedere per manifesta inferiorità degli avversari. Anzi, il presidente deve averne la certezza visto che oltre a prendere giocatori non ancora all'altezza del massimo campionato italiano, ha anche indebolito la squadra lasciando andare via un giocatore come Rigoni, centrocampista dal gol facile. Come lui anche il presidente Ferrero della Sampdoria, giusto per citare una squadra dello stesso livello, si è preso questa libertà, forse in modo ancora più azzardato.

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E' evidente che la Serie B non li spaventa. E allora vogliamo fidarci anche noi visto che effettivamente la quota salvezza quest'anno si è abbassata e ci sono almeno due squadre con un piede nella fossa. E in generale, tutto il calciomercato invernale della Serie A, a parte qualche rara eccezione, è stato poverissimo.

Guardiamo però in chiave futura questo Palermo: la media età della squadra si è abbassata così come il monte ingaggi. I talenti del futuro oggi sono degli anonimi sconosciuti, quasi tutti provenienti dall'estero, che devono imparare tanto e in fretta. E' questione di tempo. Considerato che nella lista dei partenti a fine stagione ci sono già Vazquez, Sorrentino, Maresca e Lazaar, e considerato che molto probabilmente altri giocatori importanti come Gonzalez, Hiljemark e Gilardino potrebbero essere ceduti, ci troveremmo davanti all'ennesimo salto nel buio. Allenatore incluso, visto che non è per nulla scontata la panchina di Schelotto come quella di qualsiasi allenatore che siede sui carboni ardenti di Zamparini.

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Potrebbe essere un cambio di rotta coraggioso quello del presidente settantaquattrenne rosanero. Una filosofia nuova, applicata nel momento giusto visto che le candidate alla retrocessione, sia in questa stagione, sia per la prossima, sono più o meno definite. Il vento dell'Est potrebbe portare inoltre anche delle novità inaspettate. Però basta proclami. Deve essere chiaro dal primo giorno che non si può parlare di Europa.

Allo stesso modo bisogna tenere conto, per rispetto della tifoseria, che questa strada oggettivamente tortuosa e in salita comporta dei rischi, soprattutto memori dell'ultima retrocessione che ancora brucia. Non bisogna commettere gli stessi errori e non bisogna promettere ciò che non si può mantenere. Insomma, va bene una filosofia calcistica diversa, nuova, ma anche uno Zamparini diverso nello spirito, nelle parole e nella coerenza, perché i tifosi possono ancora essere con lui, a patto di non essere traditi o ignorati.

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