Silenzio, compostezza e preghiera alla fine di una partita tesa in memoria di due piccoli tifosi saliti in cielo troppo presto.

- Palermo

C’è un’immagine, un’atmosfera, un insegnamento che non dimenticheremo facilmente.

Non ci riferiamo alla partita e alla delusione sportiva vissuta in campo e sugli spalti, ma a quei tre metri fuori dallo stadio, nell’ultimo tratto di cancellata davanti la Curva Nord di Palermo, dove ha preso posto un magnifico murales realizzato dall’artista Carlo Testa e dedicato a due piccoli tifosi volati in cielo troppo presto: Alessia e Joshua.

IMG_1750

Di sera, dopo i playoff di Serie B persi dai rosanero contro il Catanzaro in semifinale, quel tratto di strada possedeva la magia di trasformare il chiasso in silenzio, la rabbia in commozione e preghiera. Un faretto, posto lì per l’occasione, rendeva quella rappresentazione ancora più iconica e struggente, piena di significato.

Anche noi ci siamo accodati ai tanti tifosi: ci siamo fermati, ci siamo emozionati, abbiamo pregato, abbiamo riflettuto. La partita in pochi attimi é passata in secondo piano. La stagione, i pali e le traverse, le delusioni, tutto quello che la vita ci pone davanti con le sue sfide e le sue difficoltà. Niente si può misurare con la vita di due bambini che hanno combattuto la loro battaglia più difficile con il sostegno delle loro famiglie.

Alessia e Joshua sono un inno alla vita, un richiamo immediato alle priorità. Sono un colpo al cuore difficile da reggere. Sono l’anima di Palermo e dei palermitani. Sono gli occhi spensierati e innocenti della felicità per una vittoria e l’amaro di una battaglia che non siamo riusciti a vincere.

Sono preziosi, perché solenni ci guardano e sembrano invitarci ad andare avanti nonostante i mille problemi quotidiani, mentre in religioso silenzio, composti, ci affidiamo al loro sguardo buono e colmo di speranza, piccoli davanti alla complessità del mondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti