Bani ha blindato la difesa, Augello e Gyasi le corsie esterne, Palumbo è il jolly . Il tecnico deve trovare gli equilibri giusti e risolvere alcune situazioni
Uno dei punti fermi è proprio il reparto difensivo. L’arrivo di Mattia Bani, ex Genoa, garantisce esperienza e solidità. Insieme a Magnani e Ceccaroni, forma un trio che conta oltre 340 presenze in Serie A. Resta da definire con precisione il ruolo tattico di Bani: possibile centrale o braccetto di destra. Dietro di loro, Peda e Diakité offrono ulteriori opzioni, mentre si attende l’arrivo di un vice Ceccaroni dal mercato.
Sulle fasce, grande fiducia nei nuovi innesti: Augello ha già impressionato per qualità e inserimento nei meccanismi, mentre Gyasi sta crescendo costantemente. Il gioco sugli esterni sarà fondamentale, specie con il 3-5-2: le azioni “da quinto a quinto” saranno una chiave tattica ricorrente.
In attacco, nessun dubbio: Brunori e Pohjanpalo sono i due punti di riferimento. Il capitano agisce qualche metro più indietro, quasi da trequartista, mentre il finlandese appare ancora in fase di rodaggio, ma resta una certezza per qualità e peso offensivo.
Qualche dubbio in più riguarda la porta: Gomis è in corsa per una maglia da titolare e si sta comportando bene, ma le valutazioni definitive verranno fatte solo al termine del ritiro.
A centrocampo, le certezze sono ancora poche. Palumbo dovrebbe essere un titolare fisso, ma è attualmente indietro di condizione. A contendersi gli altri due posti ci sono Gomes, Ranocchia, Segre e Blin, con i primi due leggermente avanti. Tuttavia, le gerarchie non sono ancora cristallizzate. Da non escludere un utilizzo di Vasic sulla trequarti, anche se il suo futuro resta incerto.
La preparazione culminerà con l’amichevole di domani contro l’Annecy, squadra della Ligue 2 francese, ultimo test del ritiro valdostano. Possibile il debutto di Bani, mentre è più difficile vedere in campo Palumbo.
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