Rosanero avanti con un autogol, poi il blackout ad inizio ripresa che consente ai doriani di portarsi sul 3-1. Augello la riapre, Ceccaroni impatta al 92’

Il Palermo torna da Marassi con un pareggio che ha il sapore dell’impresa. Sotto una pioggia battente e con due gol da recuperare a dodici minuti dalla fine, i rosanero strappano un 3-3 contro la Sampdoria che, come sottolinea il Giornale di Sicilia, “può valere oro” nella corsa alla Serie A.

Palermo vs Manchester City

Dopo la vittoria con l’Empoli, arriva un’altra partita folle: cambia il risultato finale, ma non la capacità di rimontare. A regalare il punto alla squadra di Inzaghi sono stati prima Augello e poi Ceccaroni, quest’ultimo con un colpo di testa in pieno recupero che ha “gelato il Ferraris” e allungato a dodici la striscia di risultati utili consecutivi. La promozione resta vicina: per una notte la A è tornata a due punti, con il Venezia primo a cinque lunghezze.

Eppure, come evidenzia il quotidiano, la gara lascia sensazioni contrastanti. Da un lato la forza mentale e la capacità realizzativa – terzo tris consecutivo dopo Bari ed Empoli – dall’altro una preoccupante facilità nel subire gol: cinque reti incassate in due partite, un dato che stride con il primato di miglior difesa del campionato e con l’innesto di Magnani, indicato come l’anello debole nella ripresa.

Il match si era messo bene per i rosanero, avanti grazie a un’autorete di Abilgaard nel recupero del primo tempo, dopo che un gol spettacolare di Pierozzi – nato da una giocata di Johnsen e dalla sponda di Pohjanpalo – era stato annullato dal Var per un fallo precedente. La direzione arbitrale di Di Marco viene descritta come incerta e protagonista di decisioni controverse.

Nella ripresa, però, il blackout. In venti minuti la Sampdoria ribalta tutto con Begic, Pierini (su assist di Brunori) e Cherubini, approfittando di errori difensivi e di un generale smarrimento del Palermo. Il passaggio al 4-2-3-1 non sembra dare subito i frutti sperati, ma nel finale emerge il carattere della squadra di Inzaghi.

È Palumbo ad accendere la scintilla: prima avvia l’azione che porta al gol di Augello, poi pennella la punizione che Ceccaroni trasforma nel definitivo 3-3, con un’ulteriore verifica del Var prima dell’esplosione di gioia. Nei minuti finali anche Pohjanpalo sfiora addirittura il colpo clamoroso.

Il Giornale di Sicilia parla di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: se da un lato restano i rimpianti per un primo tempo ben gestito e per la contemporanea sconfitta del Venezia, dall’altro c’è la consapevolezza di una squadra che non molla mai. Un punto che pesa, forse più per come è arrivato che per la classifica in sé, e che conferma il Palermo come protagonista credibile nella volata promozione.

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