Scende in campo la “Marco Pantani”: club siciliano omaggia la memoria del Pirata

Scende in campo la “Marco Pantani”: club siciliano omaggia la memoria del Pirata

Il ricordo del grande ciclista romagnolo è ancora vivo nel cuore degli sportivi italiani: ad Enna una squadra di calcio dilettantistica è stata dedicata proprio al ciclista scomparso nel 2004

Nonostante la sua misteriosa scomparsa sia datata febbraio 2004, il ricordo di un fuoriclasse del ciclismo come Marco Pantani rimane sempre vivo nel cuore di tutti gli sportivi italiani.

Due settimane fa la Cassazione ha messo la parola fine sul caso giudiziario che riguarda la morte del Pirata. I supremi giudici hanno infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’avvocato Antonio De Rensis, che ha curato gli interessi dei familiari del campione nato a Cesena, contro l’archiviazione posta dal Gip di Rimini a giugno 2016.

L’inchiesta bis sulla morte di Pantani, trovato senza vita il 14 febbraio 2004 nel residence “Le Rose” di Rimini, era stata riaperta nel 2014 su sollecitazione della famiglia che chiedeva di indagare sull’ipotesi di responsabilità di terzi, autori di atti violenti, come causa della morte di Marco. La Cassazione però è stata chiara: “Marco Pantani non fu ucciso”.

Nonostante la sentenza, il dubbio nel cuore e nella mente dei suoi tifosi, resta.

In Sicilia, precisamente ad Enna, nasce l’idea di omaggiare e celebrare, in modo creativo e lodevole, la memoria del ciclista romagnolo.

Palla lunga e pedalare…” Espressione tipica nel gergo calcistico atta ad identificare una determinata tipologia di gioco concreta e senza fronzoli. Metafora linguistica che lega indissolubilmente il mondo del pallone con quello della bicicletta. Quanto mai calzante nella fattispecie.

Una squadra di calcio dilettante, che milita nel campionato di terza categoria, ha deciso di chiamarsi proprio Marco Pantani. Un bellissimo gesto in onore del Pirata da parte di questa nuova società, che sicuramente attirerà su di sé le simpatie di moltissimi sportivi Italiani, che tanto si sono emozionati con gli imperiosi attacchi in salita di Marco, scomparso davvero troppo presto.

“Un giorno, al Tour, gli avevo chiesto: Perché vai così forte in salita? E lui ci aveva pensato un attimo e aveva risposto, questo non riesco a dimenticarlo: Per abbreviare la mia agonia”.

Gianni Mura

 

Al campione ed all’uomo Pantani sono stati riservati diversi affreschi nel corso di questi anni, tra cui un film sulla sua vita e carriera e diverse testi musicali. Il Pirata avrà apprezzato anche quest’altro piccolo grande gesto di amore ed ammirazione nei suoi confronti. D’altronde, Marco era uno sportivo vero, amante anche del calcio italiano e grande tifoso del Milan.

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