Serie B, Pochesci: “Il Palermo mi fa impazzire. Dispiace per Tedino, ma Stellone…”

Serie B, Pochesci: “Il Palermo mi fa impazzire. Dispiace per Tedino, ma Stellone…”

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex tecnico della Ternana: “La scelta è stata sbagliata a monte: perché ripartire da un profilo di cui non si è soddisfatti?”

“Io preferirei una B a 22, ma andrebbe bene anche a 20 se le cose cambiassero davvero”.

Lo ha detto Sandro Pochesci. Diversi sono stati i temi trattati dall’ex tecnico della Ternana, intervistato ai microfoni di ‘PianetaSerieB’: dalla scelta da parte di Maurizio Zamparini e Joe Tacopina di esonerare rispettivamente Bruno Tedino e Stefano Vecchi, alle prestazioni offerte di recente dalla squadra di Roberto Stellone. Ma non solo…

VENEZIA –Ci sono cambi di panchina che funzionano e come, vedi Zenga a Venezia. Qual è stata la bravura di Zenga? Ha strappato punti a Verona e Palermo e battuto la Salernitana, che era la squadra del momento. Significa che è riuscito a entrare nella testa dei calciatori e toccare le corde necessarie per fare un balzo in avanti. Il gruppo era probabilmente rimasto orfano di Pippo Inzaghi, che aveva permesso loro di vivere una stagione al di sopra delle aspettative. Non è che Vecchi sia scarso, ma i giocatori avevano evidentemente bisogno di una figura più carismatica. Quando poi non arrivano i risultati è facile disunirsi ed è lì che ci vuole il cambio, che è stato azzeccato. Io non mi aspettavo che l’Uomo Ragno scendesse in B, soprattutto dopo non esser ripartito dal Crotone. Si tratta di una scelta grandiosa del presidente, ma anche di una decisione di carattere e personalità di Walter”, sono state le sue parole.

TEDINO-STELLONE – “Quali squadre mi stanno maggiormente impressionando per gioco e mentalità? Come formazioni parto citando chi sta deludendo, ossia Benevento e Verona. Mi è piaciuta molto la metamorfosi dell’Ascoli. Anche il Pescara riesce a esprimersi molto meglio dello scorso anno e poi c’è un altro tipo di calcio che sta funzionando: quello della Salernitana di Colantuono, che è molto pratico. Quelli come me storcono il naso, perché pensano che questo sport debba essere fonte di spettacolo ed emozioni. Io mi diverto più se vinco 4-3 che 1-0 e credo che per la gente sia lo stesso – ha proseguito -. Ciò che manda in estasi il tifoso è il gol, non la difesa inviolata: ci sono state squadre fortissime che hanno annoiato il pubblico e altre che lo erano meno e lo hanno entusiasmato. Da tifoso, il Milan di Capello mi faceva venir voglia di cambiare canale. Chi propone un gioco iper-offensivo, come Palermo e Foggia, mi fa impazzire. Stellone è un altro che ha inciso subito, anche se mi è dispiaciuto per mister Tedino, il quale non aveva demeritato. La scelta è stata sbagliata a monte: perché ripartire da un profilo che è stato osservato lavorare per un anno e di cui non si è soddisfatti? Bisognava trovare un accordo prima della stagione e non lasciare al palo fino alla prossima estate un uomo molto capace. Tornando a Stellone, parliamo di uno che rispetto a Frosinone è cresciuto tantissimo. Lì ha vinto da debuttante, ma noi siamo come il vino: col passare degli anni miglioriamo. Ha maturato esperienze che gli hanno permesso di conoscere più in profondità campionati e ambienti e capire i cambiamenti del calcio. Rispetto ai tempi in Ciociaria sa variare diversi moduli nella stessa partita, qualità attualmente indispensabile. Col 4-3-1-2 ha trovato la chiave per permettere a calciatori come Puscas e Falletti di rendere al meglio, senza togliere spazio a Nestorovski“.

DIFFERENZE – “Quali sono le principali differenze tra questo campionato e il precedente? Quello che noto è che si segna un po’ di meno e ci sono pochi debuttanti in panchina. Avevamo meno da perdere e quindi rischiavamo di più, ma influisce anche la riduzione del numero di squadre. Il timore di essere risucchiati nelle zone basse è molto presente e si gioca di frequente per non prenderle. A me questa B zoppa non piace, è falsata: le squadre che riposano a ridosso delle soste hanno grandi vantaggi e il tutto diventa squilibrato. Se la A ha il blasone, la serie cadetta dovrebbe rispondere con lo spettacolo e il format lo penalizza. Anche DAZN da spettatore non mi soddisfa, non lo ritengo all’altezza. Ad esser calata non è soltanto la qualità dei frame o delle inquadrature, ma anche quella dei servizi. Credo che per l’immagine della competizione sia un passo indietro“, ha concluso Pochesci.

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