Palermo: rosa vittoriosi con l’Udinese dopo aver risolto un ‘equivoco’. Al Barbera un nuovo inizio per il club di Zamparini

Palermo: rosa vittoriosi con l’Udinese dopo aver risolto un ‘equivoco’. Al Barbera un nuovo inizio per il club di Zamparini

L’approfondimento della Rosea.

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Settima vittoria stagionale e secondo 4-1, dopo quello rifilato al Frosinone nel mese di dicembre. Il Palermo si porta a più sei punti sul Carpi di Castori (attuale terzultima forza del campionato) e, in un solo boccone, supera le due genovesi (qui la classifica aggiornata). “Se questo Palermo un giorno diventerà grande, sospinto dalle mire espansionistiche del presidente Zamparini e del suo network internazionale composto dal vice in pectore Mijatovic, dal tecnico Schelotto e dai consulenti Lemic e Curkovic, i suoi tifosi sfoglieranno l’album di famiglia e probabilmente punteranno l’indice sulla sfida con l’Udinese di ieri dicendo: ‘Da lì è cominciato tutto’ – commenta ‘La Gazzetta dello Sport‘ quest’oggi in edicola -. Sì, perché il 4-1 del Barbera è un condensato di gol, schemi in divenire, esperienza e talenti multietnici dal potenziale enorme: un Gilardino e un Trajkovski, un Sorrentino e un Hiljemark, un Gonzalez e un Quaison, eroi di giornata stretti attorno ad una bandiera – si legge sulla Rosea -. La voglia di Zamparini di schierare ad oltranza i giovani leoni e le scelte più prudenti del nuovo tecnico Schelotto producono il compromesso vincente, nel segno della Svezia (Quaison e Hiljemark), ma anche del Marocco (Lazaar) e della Macedonia (Trajkovski), senza dimenticare l’Italia di Gilardino e Sorrentino. E così il ruolo di pugile suonato interpretato a Marassi col Genoa lo rivive stavolta l’Udinese, al 3° k.o. di fila dopo quelli con Carpi e Juve […]. Era difficile venire a capo di un momento storico in cui la solita girandola di nomi in panchina ordinata da Zamparini poteva creare scompensi, eppure i rosanero riescono ad accendere il fuoco del gol proprio quando Vazquez, il faro, decide di accentrarsi. Perché schierarlo esterno vuol dire sostanzialmente privarsene. E invece quando l’italo-argentino da centrale innesca Gilardino – che poi a sua volta ispira l’assist di Hiljemark per l’1-0 – e quindi ancora Quaison per il raddoppio del biondo connazionale, il Palermo ritorna logico ed efficace. Non puoi chiedere al ‘Mudo’, abituato per 2 anni ad incolonnarsi a Dybala, di spingere sulla fascia: risolto l’equivoco, l’Udinese crolla di schianto”.

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