Palermo-Hellas Verona 1-0: testa, cuore e Nestorovski! I rosa salgono sul treno per la A

Palermo-Hellas Verona 1-0: testa, cuore e Nestorovski! I rosa salgono sul treno per la A

Prestazione sagace, gagliarda e di notevole spessore complessivo al cospetto di un grande avversario: Il Palermo supera il Verona disputando un gran secondo tempo aperto dal gol vittoria di Nestorovski. Finale vibrante e ricco di emozioni…

Commento

di Leandro Ficarra

Un bivio focale in un momento topico della stagione. Il Palermo non ha indugiato, facendo suo lo scontro diretto contro l’Hellas Verona ed imboccando la via maestra, direzione Serie A.

Un successo per certi versi sofferto, al cospetto di un avversario di assoluto valore in relazione agli standard della categoria, inconfutabilmente meritato. Ben al di là di quanto non dica il punteggio.

Dopo un primo tempo all’insegna di un sostanziale equilibrio, con la compagine scaligera che si è fatta preferire per armonia e coralità di manovra nei primi venti minuti, il Palermo ha esponenzialmente elevato intensità e qualità della sua performance in una ripresa di notevole spessore, in cui ha palesemente dominato scena e formazione ospite. Una prestazione solida, gagliarda, volitiva, caratterizzata da applicazione, fisicità e vis agonistica, imperlata da sprazzi di ottimo calcio dipanatisi in un vertiginoso crescendo innescato dal gol di Nestorovski.

La zampata, rapace e ferale, del bomber macedone ha stappato la seconda frazione di gioco, sgravando i rosa dalla zavorra della tensione, alimentando circuiti e fluidità dei giorni migliori in sede di costruzione della manovra. Davvero rimarchevole la levatura della ripresa giocata dagli uomini di Stellone, sempre alti, corti, compatti, pronti ad accorciare in avanti con sincronia ed aggressività, capaci di conferire verticalità, ampiezza e profondità allo sviluppo del proprio gioco. Numerose le occasioni create per mettere in ghiaccio il risultato, puntualmente sprecate per vizi di misura e tendenza a qualche ricamo di troppo. Superficialità e poca risolutezza in sede di rifinitura e finalizzazione che il Palermo ha rischiato di pagare care. Patendo fino all’ultimo istante del recupero concesso dal direttore di gara, quando Lee ha calciato largo l’ultimo pallone della partita. Il match ha costantemente fornito spunti di interesse, di matrice tattica piuttosto che agonistica, anche nel corso di frangenti non particolarmente vibranti sotto il profilo delle emozioni.

Stellone ha optato per una sorta di 4-3-1-2 elastico, talvolta leggibile in 4-3-3 con Trajkovski sempre molto largo a sinistra, piuttosto che in un 4-2-3-1 con Haas nel ruolo di  terzo guastatore tra le linee e Moreo e Nestorovski a scambiarsi nei panni di prima punta. La scelta di Szyminski, esterno basso a destra, era di chiara matrice conservativa in funzione della pericolosità di Di Gaudio e soci sul binario di riferimento.

L’Hellas Verona ha impattato con grande autorevolezza e personalità il match, disegnando il campo sulle tracce del 4-1-4-1 coniato da Grosso. Dawidowicz pilastro e regista difensivo, Gustafson schermo e polo distributore della manovra davanti la retroguardia, Faraoni e Di Gaudio frecce sulle corsie a supporto di un Samuel Di Carmine unico attaccante di ruolo. Tecnica e rapidità di Lee in mezzo al campo costituivano ulteriori elementi di pericolosità per il dispositivo tattico di Stellone.

Pur subendo in avvio un po’ troppo palleggio e iniziativa da parte degli scaligeri, il Palermo era diligente, cattivo e applicato in fase di non possesso. La squadra rosanero non concedeva spazi né conclusioni degne di nota agli ospiti e cresceva, gradualmente, col trascorrere dei minuti. Quando è salito in cattedra Mato Jajalo in zona nevralgica, l’inerzia del match è progressivamente mutata. I padroni di casa, trascinati dal nazionale bosniaco, anima e bussola della compagine di Stellone, hanno alzato baricentro e livello del proprio calcio già nella seconda metà del primo tempo. Gladiatorio, sagace, a tratti dominante in entrambe le fasi di gioco, l’ex Colonia scherma, pressa e sporca le giocate avversarie con veemenza ed efficacia, dettando al contempo tempi e tracce della manovra con personalità e senso geometrico.  Un paio di conclusioni da fuori firmate Jajalo e Trajkovski, un acuto, pronto ma impreciso, di Nestorovski. Tante buone combinazioni sulla catena mancina vanificate dalla scarsa precisione di Aleesami al momento di eseguire il cross.  Lo straordinario lavoro sporco e di sponda di un instancabile Moreo non veniva capitalizzato a dovere da un Trajkovski generoso ma con la luna storta. Sull’onda lunga dell’ultimo scorcio dei primi quarantacinque minuti, il Palermo sbucava ancor più elettrico e convinto dei propri mezzi dal tunnel degli spogliatoi. Quando questa squadra riesce a restare compatta e pressare alta, elevando ritmo e fluidità nella circolazione della sfera, dipanando la manovra in verticale, attaccando senza palla spazi e profondità, dà la netta sensazione di poter travolgere qualsiasi avversario in questa categoria. Peccato che vengano meno, troppe volte, lucidità, precisione e cinismo utili a chiudere trame ficcanti e molto ben congegnate.

Anche contro il Verona, in relazione a volume e qualità di gioco sciorinato nella ripresa, il Palermo ha davvero concretizzato il minimo sindacale, tenendo, suo malgrado, in vita un avversario che ha saputo crearsi un paio di occasioni importanti per acciuffare il pari. Brignoli è stato prima graziato da Di Gaudio, stremato da uno slalom speciale tra le maglie rosanero, quindi si è opposto da par suo al sinistro ravvicinato di Matos. Due fiochi lampi scaligeri, in mezzo al dominio netto dei padroni di casa nella seconda frazione di gioco. Da Jajalo a Moreo, da Aleesami a Nestorovski, passando per Haas e Murawski. Tutti protagonisti di un ottimo secondo tempo della squadra siciliana, macchiato soltanto dal doppio giallo comminato a Bellusci. L’ex Leeds ha pagato con l’espulsione le asprezze reciproche con Pazzini. Anche Puscas, Pirrello e Fiordilino, gettati nella mischia nel concitato finale, hanno risposto presenti, fornendo un contributo prezioso in un frangente in cui stanchezza e tensione potevano giocare brutti scherzi. Dalla ghiotta occasione sprecata dal binomio Fiordilino-Puscas al palo di Nestorovski, fino all’ultimo tentativo di Lee di riequilibrare le sorti del match. Un finale ricco di emozioni e finalmente foriero di gioia per Stellone, i suoi ragazzi ed il pubblico di fede rosanero presente al “Barbera”. I tre punti conquistati a spese di una diretta concorrente nella corsa promozione hanno un valore inestimabile sia sul piano numerico che psicologico. Il Palermo si porta ad un’incollatura dal Lecce con una gara in più da giocare rispetto ai salentini da qui al termine della regular season. Consacrando un non trascurabile vantaggio negli scontri diretti sia con la compagine di Liverani che con la formazione di Fabio Grosso.

La risposta, sul piano nervoso e caratteriale, della squadra dopo la beffarda sconfitta di Pescara è stata più che convincente. Contro una contendente del lignaggio dell’Hellas Verona serviva una prova maiuscola sotto tutti i punti di vista per riuscire a fare bottino pieno. Il Palermo non ha tradito le attese, sfoderando una prestazione di ottimo livello complessivo. Gara interpretata alla perfezione sotto il profilo strategico, agonistico e mentale, con larghi tratti di significativa levatura anche sul piano tecnico e della qualità del gioco espresso. Senatori sugli scudi con Jajalo e Nestorovski, leader tecnici e carismatici, insieme a Bellusci e Rajkovic, di questa squadra. Lodevoli le performance dei cosiddetti gregari di lusso, Haas e Murawski, apparsi in crescita Szyminski ed Aleesami. Un capitolo a parte merita Moreo che definire gregario, in virtù della sua interpretazione totalizzante e moderna del ruolo, ci sembra riduttivo. Non avrà doti tecniche sublimi o un incedere particolarmente aggraziato, ma la boa milanese si conferma sempre più un fattore nel roster offensivo rosanero. Fisicità e abilità nel gioco aereo, perizia e intelligenza in sede di copertura e gestione della sfera, predisposizione alla sponda, peso specifico in the box, duttilità ed abnegazione in fase di non possesso. Non è un bomber ma può far le fortune del suo partner di attacco, Nestorovski docet. L’ex Venezia, con il macedone e Puscas, costituisce un trio di attaccanti di ottima caratura per la categoria. Senza dimenticare Trajkovski e Falletti, trequartisti o attaccanti esterni, comunque giocatori marcatamente offensivi. In rapporto a doti tecniche e complementarità, il reparto avanzato di Stellone ha tutte le carte in regola per aumentare indice di pericolosità e prolificità sotto porta. Sullo slancio di questa convincente e meritata vittoria, l’auspicio è che il Palermo trovi finalmente quella continuità di rendimento e risultati parzialmente smarrita nel girone di ritorno. La squadra vista contro l’Hellas Verona ha tutte le credenziali per prevalere sulle contendenti in questo appassionante rush finale che decreterà le due formazioni meritevoli della promozione diretta.

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