Palermo: “crowdfunding” come piano parallelo, mancano ancora 2,3 milioni. Il progetto di Mirri…

Palermo: “crowdfunding” come piano parallelo, mancano ancora 2,3 milioni. Il progetto di Mirri…

Il progetto di raccolta fondi di Dario Mirri si avvierà all’inizio della prossima settimana: le cifre per gli investitori potrebbero partire da un minimo di 100 ad un massimo di 50 mila euro

Il piano affiancato per aiutare un Palermo Calcio in difficoltà sarebbe al momento una raccolta fondi e la storia recente del calcio italiano (ma non solo), a tal proposito, non dona delle prospettive di certo positive.

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Il progetto annunciato dall’imprenditore palermitano Dario Mirri, che secondo quanto riportato questa mattina da Il Giornale di Sicilia dovrebbe essere presentato entro l’inizio della prossima settimana, sarebbe quello che viene oggi definito “crowdfunding“, tramite il quale cercare di ottenere dei soldi da parte di diversi finanziatori. In realtà, però, quanto questo possa risultare sufficiente per saldare gli stipendi entro il 16 marzo, sarebbe ancora tutto da definire. Sarebbero già presenti alcuni soggetti che avrebbero deciso di sposare tale iniziativa di raccolta fondi, tra cui alcuni volti noti dello spettacolo, ma al club rosanero servono al momento circa 2,3 milioni di euro stando a quanto dichiarato anche dallo stesso Mirri, il quale avrebbe pure l’opzione per rilevare le quote della società siciliana entro il 13 marzo.

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Le cifre per gli investitori interessati ad aiutare il club di Viale del Fante dovrebbero partire da un minimo di 100 euro fino ad un massimo di 50 mila euro, per tentare in questo modo di accettare all’interno del gruppo quanti più soggetti possibili. Mirri si è anche detto disponibile a cedere gratuitamente degli spazi pubblicitari per chi volesse aderire a tale iniziativa di crowfunding, che però da sola potrebbe non bastare per aiutare il Palermo Calcio e salvarlo dalla prossima impellente scadenza della Covisoc.

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D’altronde nel calcio italiano, come si evince anche dall’analisi svolta all’interno della propria edizione odierna dal noto quotidiano regionale, i piani di crowdfunding sarebbero nati più che altro per raccogliere qualche migliaio di euro per progetti legati più alle strutture che alla vera e propria gestione dell’azienda: “il Carpi ha creato una fanzone al «Cabassi» raccogliendo 22 mila euro, la Lega B ha ottenuto circa 60 mila euro per la creazione di un campo a Lampedusa e il Parma ha lanciato un’iniziativa del genere per il proprio museo, racimolando 170 mila euro. I ducali, oltretutto, sono l’unico esempio tra Serie A e B di società con un azionariato diffuso inserito nei quadri amministrativi: la PPC (Parma Partecipazioni Calcistiche) detiene il 10% delle quote e ha un membro nominato nel CdA, però non è questa la strada che verrà intrapresa dal Palermo“.

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I tempi stretti, infatti, al momento non lo permetterebbero (per gli emiliani è stato necessario un confronto con la Consob prima di partire con tale iniziativa) e comunque non potrebbe di certo bastare per apportare i capitali necessari a dare una mano alle casse della società siciliana. Gli unici casi di raccolta fondi milionaria che si ricordino nel calcio italiano sono quelli di Frosinone e Pescara, che hanno usufruito della piattaforma Tifosy per emettere un mini-bond: i ciociari hanno raccolto 1,5 milioni di euro e gli abruzzesi addirittura 2,3 milioni, in entrambi i casi con interesse annuo dell’8%. Forse, dunque, non la strada più indicata per un Palermo che necessita di capitali freschi ed in fretta, alla ricerca appunto di fondi per “sopravvivere”.

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  1. Lucka90 - 4 settimane fa

    Vendete agli americani della York Capital

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