Palermo: Calleri-Zamparini, storia di un amore quasi impossibile. Le certezze dei rosanero

Palermo: Calleri-Zamparini, storia di un amore quasi impossibile. Le certezze dei rosanero

Il punto sull’operazione (?) Calleri

3 commenti

Adesso non c’è Tevez che tenga. Una delle ragioni che avevano indotto Jonathan Calleri a rimanere in estate al Boca Juniors consisteva, infatti, nel voler provare l’ebbrezza di duettare con uno dei suoi idoli. Affiancando l’Apache nell’attacco del Vasco Arruabarrena ha siglato 21 reti e fornito 11 assist ai compagni, vincendo il doblete (campionato e coppa argentina).

Non si tratta comunque dell’unica motivazione. I club che avevano bussato alla porta degli Xeneizes (il Palermo su tutti) non riuscirono ad accontentare le esose richieste del presidente del club argentino, Daniel Angelici che lo blindò, definendolo poi ‘incedibile‘. Ma adesso è un’altra storia. La cessione del ragazzo originario di Buenos Aires è praticamente vicina.

Ad agosto Tevez si presentò a Calleri con una frase ad effetto: “Per diventare grande sono dovuto andare in Europa. Per essere felice sono dovuto tornare in Argentina”. La prima parte del pensiero dell’ex Juve è rimasta impressa al bomber classe ’93, capace di prodezze simili a queste… rabona más vaselina (pallonetto di rabona).

Se in estate per il promettente attaccante argentino, giocare in Europa rappresentava un sogno, adesso è divenuto un forte volere. Non vede l’ora di potersi misurare nel nostro calcio: è consapevole che è l’unica via per poter ripercorrere le orme dei suoi idoli (tra cui l’ex bianconero).

Tra le sue preferenze, la Serie A. E, appositamente, sta conseguendo il passaporto comunitario (sopra la foto scattata a Roma col connazionale Papa, pochi giorni fa). La prerogativa per lui è una sola: giocare. Al Palermo lo farebbe senza ‘se‘ e senza ‘ma‘. I parametri della trattativa, tuttavia, sembrano proprio non essere alla portata dei rosanero che hanno fissato da tempo un monte ingaggi. Le eccezioni si sono fatte, sia per Gilardino, che per Vazquez, ma per pagare lo stipendio a Calleri si dovrebbe andare ben oltre la soglia degli 800mila euro a stagione: come annunciato dal suo procuratore (leggi qui sue parole), per convincere il ragazzo di Buenos Aires sarà necessario proporgli di fatto un pluriennale da due milioni a stagione. Ai quali vanno aggiunti i 14 milioni (bonus compresi, questione che tanto fece discutere Boca e Palermo nella passata estate) utili per il cartellino.

Sulla carta, un’operazione impossibile, alla quale però (Zamparini ci tiene a sottolinearlo) il Palermo starebbe continuando a lavorare, sfruttando il fatto che una prima bozza di trattativa la si era buttata giù già a luglio. Le dichiarazioni di Zampa si infrangono comunque sul muro eretto dal padre-manager di Calleri, il quale smentisce qualsiasi nuovo assalto da parte dei siciliani. Qual è la verità? La verità è che Gerolin e Zamparini non hanno mai cancellato quel nome dalla lista degli obiettivi, forti del gradimento nei confronti della piazza palermitana mostrato dall’argentino in estate. Da qui a dire che il Palermo è a un passo da Calleri ce ne corre. Probabilmente non lo riuscirà a comprare, ma mai porre limiti al mercato. Una certezza, intanto, c’è…

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La certezza è che per ricostruire un rapporto praticamente logoro coi tifosi, l’imprenditore friulano proverà in tutti i modi a portare a gennaio un calciatore che possa riaccendere l’entusiasmo del Barbera. Se proprio Calleri rimane un sogno nel cassetto, i rosanero potrebbero provare a imbastire un’operazione congiunta con l’Inter – la squadra, insieme al Chelsea, più accreditata ad accaparrarselo – per goderselo per soli sei mesi, da gennaio a giugno (andando poi definitivamente ai nerazzurri). Ma, lo sappiamo, questa non sarebbe un’operazione alla Zamparini

3 commenti

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  1. Picone Piero - 1 anno fa

    Viri chi nuvita’

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  2. Rosario Houdini Cerro - 1 anno fa

    Certezza che ha uno stipendio da 2 mln e quindi non verrà mai

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  3. Dario Laudicina - 1 anno fa

    La contestazione contro i giornalisti è stata anche fin troppo morbida, ne sono sempre più convinto.

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