Focus Palermo, brilla la stella di Gnahoré: il Napoli potrebbe riprendere Eddy, i dettagli. Quella svolta a Coccaglio…

Focus Palermo, brilla la stella di Gnahoré: il Napoli potrebbe riprendere Eddy, i dettagli. Quella svolta a Coccaglio…

Prestazione di grande livello contro il Frosinone da parte del centrocampista ivoriano portato in Sicilia dall’ex direttore sportivo, Fabio Lupo. Tutti i dettagli dell’accordo tra Palermo e Napoli e un interessante retroscena…

di Mediagol2, @Mediagol

di Leandro Ficarra

Un destro in diagonale, chirurgico e vincente, a suggello di una prestazione di assoluto spessore.

Eddy Gnahoré ha apposto il suo sigillo, pesante e decisivo, sul big match della trentesima giornata del torneo cadetto tra Palermo e Frosinone.

Un gol fondamentale quello realizzato da centrocampista franco-ivoriano che ha rotto l’equilibrio nella sfida d’alta quota del “Barbera”, riaprendo di fatto i giochi in chiave promozione diretta.

Una liberazione per la compagine rosanero che, in seguito ad una vittoria convincente e di prestigio, sembra essersi messa definitivamente alle spalle la crisi profonda iniziata dopo la sosta invernale.

Svolta, tanto attesa ed agognata, anche per il calciatore ex Perugia dopo un periodo piuttosto complesso dal punto di vista personale.

Tante panchine ed un minutaggio frammentario, nonostante le prestazioni dei compagni di reparto fossero tutt’altro che indimenticabili. Il ragazzo scalpitava, bramoso di trovare spazio e fornire il suo contributo in un frangente particolarmente delicato nella stagione della squadra.

Voluto fortemente dall’ex direttore sportivo del Palermo, Fabio Lupo, Gnahoré è arrivato in Sicilia nella scorsa sessione estiva di mercato.

Con una brillante operazione il dirigente abruzzese ha acquisito il cartellino del giocatore ivoriano a titolo definitivo dal Napoli per una cifra pari a circa 1,3 milioni di euro.

Il club partenopeo, che crede nei margini di crescita e potenziale maturazione del ragazzo, vanta un diritto di recompra frazionato in tre step: la società campana dovrebbe sborsare 3 milioni per assicurarsi nuovamente il cartellino del calciatore il prossimo 30 giugno, mentre la cifra salirebbe a 3,5 a giugno 2019 fino a raggiungere i 4 milioni nel 2020.

Gnahoré è attualmente legato al club di Viale del Fante da un contratto con scadenza giugno 2021.

Il centrocampista, classe 93, dispone di rimarchevoli mezzi sul piano atletico, una buona tecnica di base, oltre a una discreta duttilità tattica che gli consente di interpretare con egual padronanza più ruoli nella zona nevralgica del campo.

Contro il Frosinone Tedino l’ha schierato  a fianco di Mato Jajalo, con Coronado che partiva mezzala sinistra ma talvolta si staccava tra le linee, svariando a ridosso del fronte offensivo in fase di possesso.  Una sorta di 3-5-2 elastico che a tratti diveniva un 3-4-1-2 in subordine a moto perpetuo e posizione del fantasista brasiliano.

Forza fisica, gamba e progressione felpata rendono Gnahoré spesso dominante in mezzo al campo, quando concentrazione, intensità e cattiveria calcistica sorreggono al meglio la sua prestazione.

Propensione marcatamente offensiva, centrocampista abile ad attaccare gli spazi aperti dal movimento degli attaccanti, dotato di un buon tiro dalla distanza, forte nel gioco aereo, capace di ribaltare l’inerzia dell’azione in virtù di una notevole progressione palla al piede.

Gnahoré è certamente tra i pochi centrocampisti in organico, forse l’unico, capace di cambiare passo e ritmo alla manovra, cucendo le trame con buona qualità sullo stretto con giocate che esulano dal mero fraseggio scolastico.

In fase di non possesso sa essere utile e feroce in pressione sulla sfera, vigoroso nel tackle sull’avversario, se in giornata di buona vena. Deve certamente crescere sotto il profilo dell’attenzione in fase di schermatura della linea difensiva e lettura dell’inserimento dell’omologo avversario.

L’attenzione e l’intensità sul piano agonistico e mentale non sempre sono tarate in modo ideale.

Questo è probabilmente l’aspetto su cui il ragazzo ed il suo allenatore dovranno maggiormente lavorare.

Dovesse riuscire a migliorare in termini di continuità, tenuta nervosa e standard motivazionali, Gnahoré potrebbe davvero diventare un giocatore in grado di fornire un contributo importante non solo in questa categoria.

Le potenzialità sotto il profilo fisico e tecnico sono ineluttabilmente di prim’ordine.

Il ragazzo ha mostrato voglia, spirito di sacrificio e grande professionalità, non battendo ciglio e mantenendo un comportamento costruttivo ed irreprensibile anche quando masticava amaro per le esclusioni in serie dall’undici titolare.

Tuttavia, Eddy ha commutato la rabbia in ulteriore impegno, concedendosi spesso sessioni supplementari di allenamento per perfezionare tecnica di base, sensibilità e precisione nei fondamentali, esecuzioni dalla media distanza. Lavoro che ha pagato come dimostrano le reti di pregevolissima fattura realizzate fin qui in stagione.

Contro l’Empoli l’inserimento, solerte e di giustezza, ad anticipare il portiere toscano con un tocco di interno che aveva fissato il punteggio sul momentaneo 3-2 per i rosanero. (Una sua ingenua trattenuta su palla inattiva originò nel finale il rigore del pari).

Ad Avellino, una galoppata di 40 metri senza palla per raccogliere l’invito di Coronado e finalizzare con un destro, potente e preciso, sul primo palo la ripartenza del raddoppio.

Gol della sicurezza anche nel match interno contro il Brescia, siluro dai 25 metri di interno-collo all’incrocio dei pali, dopo sponda aerea di Moreo e scambio volante con Coronado.

Quindi la firma pesantissima nel match bivio contro il Frosinone, inserimento ed attacco dello spazio col tempo giusto su assist pregevole di La Gumina.

Durante il ritiro di Coccaglio, nella settimana che ha preceduto la sfida contro la Pro Vercelli la piccola, grande, svolta nella stagione dell’ivoriano.

Un confronto sano e costruttivo prima con l’ex direttore sportivo, Fabio Lupo, molto attento e scrupoloso nella gestione psicologica e motivazionale dei calciatori, quindi con il tecnico Tedino.

Bravi sia il dirigente abruzzese che l’allenatore a trasmettere al ragazzo determinazione, senso di responsabilità, fiducia massima nelle sue qualità. Tenendo alto il morale del calciatore, tarandone il giusto livello di tensione, instillando i giusti input per innescare stimoli e giusta reazione sul terreno di gioco.

In un momento in cui Gnahoré faticava a trovare spazio, il senso del messaggio è arrivato provvidenziale e salvifico: continuando a lavorare così non potrà che arrivare presto il tuo momento. Mantra meritocratico che pettina l’ego e alimenta la psiche di ogni calciatore, se trova oggettivo riscontro nei fatti.

Il momento di Gnahoré è arrivato legittimo e puntuale qualche giorno dopo.

Solo pochi minuti per lui nello sbiadito pari maturato al “Piola“.

Un virus intestinale l’ha costretto alla panchina contro l’Ascoli. ( subentrato al 65)

Quindi, dopo il discreto spezzone di gara contro i marchigiani, la prestazione con tanto di gol decisivo nella sfida contro i ciociari che può valere la stagione.

L’ivoriano ha riconquistato a suon di lavoro, allenamenti e prestazioni, la maglia da titolare.

Proseguendo a giocare a questi livelli sembra davvero improbo che ad oggi qualcuno possa nuovamente portargliela via.

 

 

 

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