Djurdjevic saluta: “Palermo? Forse è stato tutto un errore. Incontrerò Zamparini, voglio una squadra che creda in me”

Djurdjevic saluta: “Palermo? Forse è stato tutto un errore. Incontrerò Zamparini, voglio una squadra che creda in me”

L’intervista all’attaccante di proprietà del Palermo direttamente dal ritiro della Nazionale Serba Under-21.

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Uros Djurdjevic saluta Palermo e il Palermo.

Alle frasi del suo presidente (qui la notizia nel dettaglio), seguono le sue parole che suonano come un addio. “Andare al Palermo è stato un errore? Forse sì, anche se mi è servito misurarmi in un campionato di livello come del resto è la Serie A”, ha detto direttamente dalla sede del ritiro della sua Nazionale. L’ex Vitesse si trova attualmente a Kiev per allenarsi in vista del torneo Valery Lobanovski.

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Incontro con Zamparini – “Non ho ancora parlato col Palermo, non ne ho avuto l’occasione perché di fatto il ritiro pre-stagionale inizierà tra un mese e mezzo. Ci vedremo con la società non appena terminerò i miei impegni con la Nazionale – ha detto Djurdjevic alla stampa serba -. L’offerta da parte della Stella Rossa di Belgrado? Più che offerta, si tratta di una proposta. Ho ricevuto una chiamata dalla società di viale Bogdana, in cui mi veniva detto che il club era intenzionato a muoversi per ingaggiarmi“.

Futuro – “La Stella Rossa è l’unica opzione fin qui valutata da me? Vedremo. Attualmente solo loro si sono fatti avanti. Io cerco la destinazione più adeguata per me. Voglio giocare con continuità, voglio fare vedere quanto valgo perché posso dimostrare ancora tanto e non intendo bruciarmi“, ha aggiunto il serbo.

Errori – “Un errore trasferirmi a Palermo? Forse. Lo definirei un mezzo errore. All’inizio stavo facendo bene, ho segnato all’esordio contro il Carpi, poi improvvisamente l’infortunio a San Siro e lì mi è caduto il mondo addosso. Fortunatamente nel giro di pochi mesi, sono tornato in forma e mi sono rimesso in carreggiata. Un aspetto positivo dell’esperienza al Palermo è che mi sono misurato in uno dei campionati di maggior livello in Europa. Segnare alle difese delle squadre di Serie A è davvero difficile, per non parlare della concorrenza con i compagni di reparto…“, ha concluso Djurdjevic.

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