Dario Baccin a 360°: futuro, Inter, Paul Baccaglini e le difficoltà del closing

Dario Baccin a 360°: futuro, Inter, Paul Baccaglini e le difficoltà del closing

Dario Baccin a tutto tondo: “Paul Baccaglini? Non lo sento da due mesi. Le difficoltà del closing e il ritardo di programmazione, il mio futuro…”

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Dario Baccin

Stagione conclusa, ma non per Dario Baccin che continua a coordinare il settore giovanile rosanero. E non solo perché vi è ancora una squadra, l’Under-17, in corsa per il titolo, bensì perché nel suo ruolo non esistono pause.

C’è da programmare la prossima stagione. Giusto, programmare. Baccin, a cui mesi fa Baccaglini aveva espresso il desiderio di continuare con lui, vorrebbe pianificare le annate a venire, ma nessun cenno allo stato attuale da parte della proprietà, chiunque essa sia. Di questo e di altro ha parlato nel corso di un intervento-fiume a Tgs Studio Sport.

Si comincia con le vicende della Prima Squadra. “Cosa è successo in Palermo-Empoli? Succede che ormai le partite anche in Italia si giocano fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Il Palermo ha giocato una gara onesta, un match normale dando tutto quello che poteva dare. L’Empoli è arrivato in uno stato mentale precario, difficilissimo, perché nell’ultimo mese ha collezionato diversi risultati negativi. Credo si sia visto, dato che ha giocato una partita mentalmente scarica. In un paio di occasioni avrebbe potuto segnare, ma non è stato particolarmente fortunato. Credo si sia giocato molto sul discorso emotivo – ha detto Baccin -. Il Palermo si è indebolito a gennaio? La differenza di organici tra il Palermo e le altre non era così netta, anche perché il campionato dice che, con cinque-sei punti in più, ti potevi salvare. Chiaro che l’impatto di due-tre giocatori di qualità nel mercato di gennaio quel salto te lo possono far fare. Così come differenti scelte tecniche… Ma qui si entra nel campo delle scelte tecniche e delle scelte di mercato che stiamo giudicando col senno di poi. Coi punti che ha fatto il Palermo in questo finale di stagione, è chiaro che cresce un po’ il rammarico: penso che, con due-tre giocatori di qualità, di esperienza, italiani, e quindi che capissero veramente bene il valore che c’era da dare all’interno dello spogliatoio, qualcosa si poteva recuperare… si poteva stare in vita per più tempo“, ha sottolineato il dirigente di Novara che ha proseguito l’intervista parlando del suo futuro, di quello di alcuni giocatori e del famigerato closing…

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  1. Alberto-Londra - 5 mesi fa

    L’unica persona seria da cui la societa’ dovrebbe ripartire. Ma con questi chiari di luna…

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