Pelé: “Mbappè mi somiglia, vi spiego perché. Paquetà? Lui tra Italia e Brasile come Altafini”

Pelé: “Mbappè mi somiglia, vi spiego perché. Paquetà? Lui tra Italia e Brasile come Altafini”

Pelè dice la sua su Kylian Mbappè e Lucas Paquetà

Pelé dice la sua su due giovani talenti.

La leggenda brasiliana, nel corso di un’intervista rilasciata alla ‘Gazzetta dello Sport’, ha parlato dell’attaccante del PSG Kylian Mbappè, che hanno più volte accostato a lui, ammettendo che ci sono delle somiglianze:
Cosa rivedo di me in lui? Per prima cosa la  capacità di giocare in velocità. Kylian è un attaccante che pensa veloce. Quando gli arriva il pallone sa già che cosa fare, ha già in mente dove andare e come orientare il gioco per trovare una soluzione. E’ una caratteristica molto importante anche nel calcio di oggi. Kylian poi è molto rapido pure nella corsa e nel dribbling, come lo ero io. Ma non è bello come me… Se proprio c’è qualcosa su cui può lavorare è il colpo di testa. Di gol così ne ho segnati tanti in carriera. Di sicuro Dio gli ha dato grandissime qualità, ma per fare meglio deve davvero concentrarsi anche sulla cura della condizione fisica. Oggi il calcio è molto più fisico rispetto ai miei tempi. Real? Io non ho avuto bisogno di lasciare il Santos per diventare il migliore al mondo. Non credo che Mbappé debba andarsene dal Psg. Kylian ha già qualità da Pallone d’oro, ma vincerlo a volte è anche una questione di fortuna. Certi infortuni infatti possono compromettere una stagione e rendere più difficile la corsa al Pallone d’oro. Per questo insisto sulla necessità di avere cura del proprio fisico“.

L’ex attaccante, inoltre, si è espresso riguardo al suo connazionale Lucas Paquetà, approdato al Milan a gennaio:
C’è sempre stato un canale aperto tra l’Italia e il Brasile e anche Paquetà sta seguendo l’esempio di molti giocatori che ai miei tempi decidevano di venire da voi e poi diventavano dei campioni in Serie A. Come Altafini che come Paquetà andò al Milan e diventò fortissimo, giocando prima per il Brasile e poi pure per l’Italia. Da noi lo soprannominiamo Mazzola“.

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