Boateng contro il razzismo: “Soffro con Matuidi, pensate a come si ci possa sentire. Il caso H&M? Mi fa rabbia…”

Boateng contro il razzismo: “Soffro con Matuidi, pensate a come si ci possa sentire. Il caso H&M? Mi fa rabbia…”

A seguito di ulteriori episodi di razzismo il giocatore del Nizza Kevin Prince Boateng si è espresso sulla drammaticità del problema.

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Il calciatore tedesco naturalizzato ghanese Kevin Prince Boateng, da anni in prima linea nella lotta contro il razzismo, che ormai dilaga nel calcio moderno, ha ribadito ancora una volta la sua posizione a seguito dell’ennesimo episodio di discriminazione razziale avvenuto nel match di campionato di Serie A tra Cagliari e Juventus, durante il quale un gruppo di spettatori presenti alla Sardegna Arena ha rivolto al centrocampista francese di origine angolane Blaise Matuidi fischi e insulti razzisti.

Soffro per Blaise, è stato insultato per il colore della pelle. Pensate come ci si possa sentire. Quel che è triste è che al massimo, per casi come questo, vengono inflitte multe di 20.000 euro alle società. È ridicolo. Soffro con lui, ho chiesto il suo numero per poterlo chiamare. Dobbiamo fare fronte comune e andare contro queste cose. Siamo tutti sulla stessa barca.

Ad aizzare ulteriormente il tema caldo e sempre attuale è stata, in questi giorni, l‘azienda di abbigliamento H&M, che ha pubblicato una foto pubblicitaria nella quale conorare un bambino di colore che posa con una felpa con la scritta «The coolest monkey in the jungle» (La scimmia più cool della jungla). Il colosso svedese è stato immediatamente travolto in una bufera mediatica e, nonostante le scuse, sono innumerevoli i commenti giunti da utenti indignati per l’accaduto, tra questi si sono espressi anche molti personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo.

Sono arrabbiato e triste che capitino cose del genere. Che un’azienda così importante faccia, seppur involontariamente, un simile errore è molto triste. E che nessuno mi dica che non ha a che fare con il razzismo. Mi fa male, sono stato chiamato “scimmia” fin troppe volte”. Le scuse dell’azienda non bastano. Un errore del genere non deve capitare.” – Ha commentato nelle ultime ore lo stesso Kevin Prince Boateng.

Anche il cestista della NBA Lebron James si è unito al coro di proteste, contestando con fermezza l’accaduto:
Avete sbagliato tutto! Questo è inaccettabile! Ne ho abbastanza. In quella foto io vedo un giovane re. Il sovrano del mondo, una forza intoccabile che non potrà mai essere negata! Noi afroamericani dovremo abbattere questi tabù, dimostrare alle persone che sbagliano e lavorare ancora più duramente per dimostrare la nostra appartenenza. Ma alla fine di questa lotta saremo ripagati.

A sostenere le parole della stella del basket è stato l’attaccante del Nizza Mario Balotelli, che ha pubblicato sul suo profilo Instagram la foto incriminata con una corona stampata al posto della scritta nella felpa del bambino.

 

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