Dybala: “Io voglio vincere sempre. Olimpiadi? Ci sarei andato, decide la Juventus”

Dybala: “Io voglio vincere sempre. Olimpiadi? Ci sarei andato, decide la Juventus”

Le parole dell’attaccante bianconero, tornato in patria al termine del campionato.

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Tre trofei collezionati al suo primo anno in bianconero, 23 gol siglati in 46 partite.

Paulo Dybala è certamente il nuovo uomo copertina della Juventus di Massimiliano Allegri. Ma non solo. Il commissario tecnico della Nazionale argentina, Tata Martino, lo ha inserito anche tra i pre-convocati per Rio 2016. Fra il talento di Laguna Larga e le Olimpiadi, però, si è messa di mezzo la società piemontese che non è intenzionata a perdere il suo giocatore in una fase così importante della stagione (dal 5 al 21 agosto, senza contare la fase di preparazione). “Fosse per me giocherei sia la Coppa America sia le Olimpiadi con la maglia dell’Argentina, ma immaginavo che sarebbe stato difficile. Quando feci presente che mi avrebbero voluto per i giochi la Juve rispose che sarebbe stato difficile, che avrebbero dovuto pensarci e parlarne con allenatore e dirigenza. La Serie A inizia in concomitanza con l’Olimpiade, in Italia la preparazione è fondamentale – ha dichiarato Dybala a ‘La Naciòn’ -. Ho 22 anni, testa e fisico stanno bene. Però non è una decisione che posso prendere io. Martino deve fare delle scelte difficili, ci sono tanti attaccanti fortissimi. Abbiamo parlato spesso, è anche venuto in Europa a vedermi giocare nel Palermo. Penso sia rimasto sorpreso per la scelta della Juventus di non farmi partecipare all’Olimpiade, anche perché tutti gli altri club hanno accettato. Penso che si aspettasse una risposta positiva”.

È tempo di bilanci – “Pensavamo che Tevez ci sarebbe mancato moltissimo, ma dopo una stagione così è passato in secondo piano. Ho battuto il suo record di gol al suo primo anno in bianconero, ma quello che ha fatto lui è difficile da eguagliare. Quando raggiungi certi traguardi è difficile fermarti: io voglio vincere sempre. È uno spogliatoio unito, Buffon e gli altri veterani mi hanno insegnato come si lavora alla Juve. Avrei voluto il numero 9, ma sapevo che lo aveva Morata, bisogna essere rispettosi quando si arriva in una grande squadra. La Juve voleva darmi il numero 21, il numero di Pirlo, ma alla fine non è stato un peso”, ha concluso l’ex Palermo.

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