Leonardo: “Inter, non sono io il profilo giusto. Non è vero che Moratti spinge mia candidatura”

Leonardo: “Inter, non sono io il profilo giusto. Non è vero che Moratti spinge mia candidatura”

Le parole dell’allenatore e manager brasiliano, ex direttore sportivo del PSG e tecnico di Inter e Milan: il suo nome è terminato nell’elenco dei papabili sostituti di De Boer.

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“Che Inter mi aspetto contro il Southampton? E’ una situazione non semplice, perché diciamo che è una situazione che è partita male. E’ come fare un’equazione: 2+2-3+4… se sbagli già il 2+2, il risultato non sarà mai corretto“.

Lo ha detto Leonardo, intervenuto a SkySport, per analizzare la situazione dei nerazzurri: il nome dell’ex ds del Paris Saint-Germain è terminato negli ultimi giorni nel calderone dei papabili sostituti di Frank De Boer. “Secondo me è stata una stagione molto travagliata a livello di preparazione, però penso anche che sia normale. Non possiamo dimenticare che l’Inter è stata ceduta due volte negli ultimi tre anni. Questo è un passaggio: andato via Moratti, sono subentrate persone che devono conoscere dove si trovano. Questo passaggio non poteva essere diverso, non poteva essere semplice – ha proseguito il tecnico e manager brasiliano -. I cinesi non sono ancora preparati per gli investimenti nel calcio, a mio avviso; e neanche l’Italia è preparata a ricevere queste cordate cinesi in presidenza. Il calcio italiano ha una storia, ha un’importanza, una forza incredibile. Faccio questa premessa, per arrivare all’analisi del momento attuale. E’ difficile capire cosa accadrà. Se posso dare un consiglio all’Inter è di avere calma, perché sono stati cambiati già due allenatori e ora c’è Vecchi che viene dalla Primavera. Prima di scegliere un allenatore, secondo me, deve essere rivisto tutto… tutto quello che sta succedendo. Come si può migliorare? E’ questa una domanda che deve porsi l’Inter. E poi un’altra domanda che si deve fare è: chi sono i riferimenti all’interno della società incaricati a prendere le decisioni? Tutto questo deve essere fatto prima della scelta dell’allenatore, altrimenti la scelta non sarà ancora delle ideali per la squadra e per la società. Adesso c’è Vecchi, io aspetterei. Non c’è fretta, c’è poi la sosta per le Nazionali”.

“Il mio nome? La cosa mi fa piacere. Penso che il mio nome sia uscito più per il passato che per il presente. Mi fa piacere, lo ripeto, perché è anche il risultato di quello che ho fatto. Rimane il rapporto e rimane la riconoscenza rispetto a quello che ho fatto in quei mesi… è qualcosa che rimasto. Ho letto che Moratti starebbe spingendo per fare il mio nome, ma non è così. Io ad oggi penso che non sia il profilo ideale per questa Inter. Non posso uscire da quello che sono, sono un allenatore con idea manageriale e un manager con un’idea tecnica, oggi non sarei il profilo giusto per l’Inter. E visto quello che sta succedendo, neanche io credo sia l’ambiente giusto per me: la scelta deve essere sentita e condivisa e oggi questa condivisione delle scelte non esiste. Serve un intermediario tra proprietà e dirigenza che riferisca quello che succede, ma non posso essere io, serve un uomo di fiducia. Io non credo di tornare all’Inter, sono felice a Sky”, ha proseguito Leonardo.

Chi sarebbe allora il profilo ideale? “Difficile dirlo. Forse un allenatore che possa dar serenità alla squadra, una persona che pensi solo alla squadra, mentre la società pensa a risolvere il resto. Se una società si organizza, alla fine anche Stefano Vecchi può starci. Organizzazione e convinzione: questo ciò che deve avere la società per decidere al meglio”.

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