Focus Palermo: la linea sottile tra fare e disfare, strategia conservativa e colpi rimasti in canna…

Focus Palermo: la linea sottile tra fare e disfare, strategia conservativa e colpi rimasti in canna…

Forte dell’oculata e lungimirante sessione estiva legittimata dai risultati del campo, il club rosanero ha adottato nella finestra invernale una strategia conservativa. Tutelare equilibri ed intelaiatura dell’attuale organico rifinendolo con un paio di puntelli. Ultime 24 ore vibranti ma sono mancati quei guizzi, solo sfiorati, utili a compiere un ulteriore salto di qualità. Il mercato di gennaio del Palermo tra retroscena, criteri e scelte più o meno condivisibili…

Mercato in 180 minuti

di Leandro Ficarra

Non dimenticate che queste sfide durano 180 minuti, per vincerle servono lucidità e pazienza”.

Un vero e proprio mantra per ogni allenatore. Rispolverato sistematicamente alla vigilia di un match valido per l’accesso al turno successivo di una competizione, europea o nazionale, con gara di andata e ritorno. Frase che, probabilmente, ogni direttore sportivo vorrebbe far sua in chiave calciomercato.

Rassegna che si divide in due atti: sessione estiva ed appendice invernale.

A giugno si costruisce il corpo, la fisionomia, il cuore e l’anima di una squadra. Si pensa ed impianta il telaio, si edificano le fondamenta di un complesso che deve essere allestito e plasmato in funzione del credo tattico e della filosofia calcistica dell’allenatore.

A gennaio, in linea generale, si integra, si corregge, si completa e definisce il lavoro progettato ed improntato in estate. Le rivoluzioni messe in atto nella finestra invernale, tendenzialmente, costituiscono tentativi affannosi e disperati, spesso vani, di sovvertire il trend disastroso figlio di una campagna acquisti estiva totalmente inadeguata.

Analizzando la strategia messa in atto nelle due sessioni, avvalorata dalle operazioni portate a termine, si può trarre una valutazione verosimilmente attendibile sulla qualità del lavoro svolto in sede di mercato dalla dirigenza di un club. Il fine è quello di conciliare al meglio esigenze tecniche e finanziarie trovando un punto di convergenza virtuoso e funzionale all’obiettivo prefissato.  La campagna trasferimenti va analizzata nel suo complesso a bocce ferme. Preferibilmente di testa e non di pancia.

Il Palermo ha operato in modo oculato, lungimirante e razionale nel corso della sessione estiva.

Scegliendo, a torto o ragione lo dirà il campo, una strategia conservativa e di mera definizione nell’appendice invernale. Mantenendo fede all’intento di tutelare ossatura e big dell’organico, astenendosi consapevolmente dall’operare un paio di innesti di ruolo, a nostro parere opportuni, in alcune specifiche zone del campo, provando a piazzare una zampata di livello in prossimità del gong che ha solo sfiorato il bersaglio.

Il binomio tecnico-dirigenziale formato da Bruno Tedino e Fabio Lupo, in piena sinergia e nel rispetto di ruoli e competenze, ha costruito, tra giugno e luglio, un organico equilibrato, coeso, solido, in grado di primeggiare in relazione al livello della categoria.

Non certo una fuoriserie, sia ben inteso. Una squadra turbo-diesel capace di uscire gradualmente alla distanza, dotata di un motore performante ed affidabile, custodito nel cuore di una carrozzeria granitica, a prova di spiffero, davvero difficile da scalfire. Ben condotta dal suo driver.

La conferma in estate dei big, Rispoli, Aleesami e Nestorovski, a dispetto di offerte significative giunte in Viale del Fante, ha fattivamente legittimato le ambizioni di ritorno in massima serie. L’innesto della chioccia di lusso Pomini, garanzia assoluta tra i pali e superbo maestro per l’acerbo Posavec, è risultata essere una mossa quanto mai saggia ed opportuna.

Il recupero alla causa dei reduci dalla retrocessione, Jajalo, Chochev, Trajkovski, una scommessa in cui pochi credevano che Tedino sta progressivamente vincendo. Stessa cosa dicasi per Struna, rigenerato dalla cura dell’ex tecnico del Pordenone.

Bellusci, Gnahoré, Coronado, il trio di polacchi: Szyminski, Murawski, Dawidowicz.

L’insindacabile verdetto del campo, ad oggi, è stato piuttosto eloquente.

Tutti tasselli funzionali ed azzeccati all’interno di un mosaico che Tedino ha plasmato a sua immagine e somiglianza, instillando quell’indole gladiatoria, concreta e battagliera, requisito imprescindibile per emergere in questo campionato. Numeri e classifica parlano chiaro.

Profili che stanno generando valori aggiunti di varia matrice, tecnica, carismatica e finanziaria.

Le operazioni in entrata relative al mercato estivo sono tutte ascrivibili all’operato del direttore sportivo Fabio Lupo, di concerto con il tecnico, con l’inevitabile, a volte tormentato, avallo del patron Zamparini.

Il quale, a dispetto della sua indole accentratrice, ha concesso al binomio di figure professionali di cui sopra un margine di operatività, strategica e decisionale, certamente sorprendente rispetto ai suoi standard consueti.

Il primato in classifica ed il livello prestazionale garantito dai nuovi acquisti attestano la bontà del lavoro svolto dalla dirigenza in estate, da squadra e staff tecnico in questa prima parte di stagione.

La gara d’andata giocata dal Palermo in questo calciomercato, la sessione estiva, può essere archiviata positivamente in ragione di continuità di risultati, equilibri e numeri che hanno tradotto brillantemente sul campo quanto pianificato e messo in atto in sede dirigenziale.

Il tutto in un contesto psicologicamente precario e avverso, tra la più che legittima e comprensibile contestazione in atto nei confronti del patron, artefice delle infelici politiche tecnico-gestionali perpetrate nell’ultimo quinquennio, e la bufera mediatica figlia dell’istanza di fallimento depositata in Tribunale dalla Procura.

Al netto di risultati e posizione in graduatoria, nel corso della stagione si sono evidenziate comunque criticità, lacune, aspetti perfettibili sul piano tecnico e della composizione della rosa.

Ed ecco che arriva la partita di ritorno, quella che dovrebbe in teoria chiudere i conti.

La famosa sessione invernale di mercato. Come ha utilizzato il Palermo la finestra di gennaio? A conti fatti, è riuscita la dirigenza rosanero ad integrare, rifinire, migliorare l’organico saggiamente allestito in estate?

Proviamo a rispondere…. 

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