Mediagol Serie A VIDEO Serie A, Spadafora si difende: "Nessun complotto, affermazioni ridicole"

VIDEO Serie A, Spadafora si difende: "Nessun complotto, affermazioni ridicole"

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Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha risposto alle accuse legate alla mancata ripresa della Serie A

La difesa di Vincenzo Spadafora.

Durante una diretta sul suo profilo Facebook, il ministro per le politiche giovanili e lo sport ha commentato le accuse di complotto che gli sono state rivolte dopo l'emanazione del nuovo decreto annunciato ieri sera dal Premier Giuseppe Conte. Queste le sue parole:

"La riapertura deve essere graduale. Possiamo provare a fare un ragionamento sul calcio senza pregiudizi? I sondaggi dicono che la maggior parte degli italiani vorrebbero chiudere qui il campionato, ma io non voglio farmi condizionare dai sondaggi. Questo solo per dirvi che sarebbe molto più facile chiudere qui il campionato, come auspica la comunità scientifica. Io però sono consapevole che il calcio è importante sia come elemento sociale sia dal punto di vista economico. Il miliardo e mezzo che il calcio paga al Fisco contribuisce al fondo dello Stato per tutte le altre discipline. Portare avanti il mondo del calcio è perciò importantissimo per il nostro Paese, ma lo dobbiamo fare in sicurezza. Ricordate quando la Lega Serie A non si è fermata? Quante squadre sono andate in quarantena? La FIGC ha presentato un protocollo ed è stato preso in considerazione. Oggi siamo a fine aprile, non siamo in grado di sapere quale sarà l’evoluzione del virus, come verranno rispettate le regole, perciò non possiamo sapere quando il campionato riprenderà. Lo sapremo più avanti, quando avremo i dati dell’attuazione del protocollo. Il protocollo ha dei costi elevati, come fa la Serie B? Non è vero che non c’è una piena coerenza con le parole del presidente Conte e le mie. Sono ridicole le affermazioni di un complotto contro la Serie A ed è ridicolo chi dice questa cosa. Lavoriamo per riprendere gli allenamenti dal 18 maggio, ma ciò non vuol dire che ripartiranno i campionati".